Nessun sollievo per il fiume Po dopo le piogge, sempre meno acqua: Ferrara in allerta
Il livello idrometrico tocca i -6,70 metri e continuano ad emergere le secche. Per gli agricoltori sono state prelevate risorse idriche inutilizzate dal Mezzano
Pontelagoscuro Le piogge di qualche giorno fa hanno portato sollievo alla popolazione ferrarese, dopo settimane di caldo insopportabile, ma non sono state ancora sufficienti per far distogliere l’attenzione dal livello del fiume Po. Non si raggiungeranno i picchi siccitosi del 2022, quando il livello idrometrico andò in negativo di addirittura sette metri e mezzo, però ampie lingue di sabbia sono già emerse e si possono ammirare chiaramente da Pontelagoscuro e Santa Maria Maddalena. Vere e proprie “spiagge” insomma, che ogni anno si affacciano oltre il livello dell’acqua e che diventano meta di molte persone che cercano un po’ di refrigerio dalle calure estive o anche solo di semplici amanti della pesca. Uno scenario che si ripete ogni anno e che assumerà dimensioni sempre più considerevoli man mano che il cambiamento climatico proseguirà. Attualmente il livello del fiume si trova a circa 6,70 metri al di sotto del livello idrometrico. A fine giugno per pochi centimetri non si sono toccati i -7 metri. Le ultime piogge avevano fatto rialzare il livello di circa 60 centimetri ma con il bel tempo il “trend” ha iniziato a mostrare una nuova discesa a partire dal tardo pomeriggio del 3 luglio.
Grandi cambiamenti
Questa grande quantità di mutamenti testimonia come il fiume Po non sia semplicemente un corso d’acqua ma un vero e proprio microcosmo vivente e dinamico che negli anni ha visto cambiamenti importanti e l’uomo si è dovuto adattare di conseguenza. Chi il fiume lo conosce bene è Mauro Voltolina del Circolo Canottieri di Ferrara: «È molto secco, la situazione era migliorata quando dopo le ultime piogge ma ora sta calando di nuovo. La situazione non è peggiore rispetto all’anno scorso, purtroppo il livello è così basso che non siamo in grado di varare le nostre barche. La passerella ora è troppo in pendenza, i timoni rischiano di toccare il fondale e il trattore non ha possibilità di manovrare». Nel tempo lo scenario è sempre in cambiamento: «Quando ci sono state grosse piene l’acqua è quasi arrivata al primo piano dell’edificio, senza tuttavia mai entrare all’interno della piscina. Una volta inoltre, l’argine maestro non è dove si trova ora ma era tra la piscina ed il fiume. C’è ancora la gru usata per rinforzarlo». Corsi e ricorsi storici: «Negli anni ’90 poi, con lo smantellamento dello zuccherificio, si è utilizzato quel terreno per costruire l’attuale argine in posizione più arretrata. Di conseguenza abbiamo dovuto anche spostare i nostri pontili dato che anche le acque del fiume sono arretrate lasciandoci il grande prato che c’è oggi nelle stagioni estive. Anche la fisionomia dell’Isola Bianca è cambiata: il corso d’acqua ne ha “mangiato” ormai quasi la metà rispetto ad un tempo cambiando anche così la navigazione di quel tratto di fiume».
Il monitoraggio
Secondo le ultime rilevazioni del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, in sei distretti tra i quali quello di Pontelagoscuro (in quest’area sono state recuperate alcune acque irrigue non utilizzate dal Mezzano) vige lo stato di preallarme che si verifica quando: il prelievo di acqua dal fiume è vicinissimo al limite massimo, la tendenza delle richieste idriche è in aumento, le quote idrometriche a monte del Po sono in diminuzione e non sono previste particolari piogge. Lo stato di allarme invece è presente nel distretto di Guarda-Contuga-Berra-Garbina ed in quello di Goro. Qui i prelievi idrici sono al 100% e sono in vigore multe di 50 euro per ogni ettaro irrigato di colture: non irrigue, in sommersione (riso escluso) e con l’utilizzo di prelievi diretti da linee specializzate.
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