Ferrara, Warhol saluta Palazzo dei Diamanti: la mostra chiude con 76mila presenze
Dal 19 settembre arriva la nuova esposizione “Da Monet a Van Gogh a Kandinsky. Nuovi sguardi sulla natura e la modernità”. La giornata con più visitatori è stata il 16 maggio in occasione della Warhol Night
Ferrara Sono stati 76.119 i visitatori della mostra “Andy Warhol. Ladies and Gentlemen” allestita a Palazzo dei Diamanti dal 14 marzo al 19 luglio 2026.
La rassegna ha riportato a Palazzo dei Diamanti i capolavori del padre della Pop Art in occasione dei cinquant’anni dall’esposizione Ladies and Gentlemen: nel 1975-76 Andy Warhol presentò a Ferrara, in anteprima mondiale, il suo nuovissimo ciclo dedicato alle drag queen afro e latinoamericane di New York con cui aveva acceso per la prima volta i riflettori su culture urbane che non avevano mai avuto accesso alla storia dell’arte. Palazzo dei Diamanti ha celebrato lo storico evento con una inedita rievocazione di Ladies and Gentlemen accompagnata da un esteso affondo sul ritratto e sull’autoritratto. Grazie al sostegno dell’Andy Warhol Museum di Pittsburgh e ai prestiti di importanti musei e collezioni europei la mostra ha potuto riunire, in un percorso di oltre 150 opere, i capisaldi della produzione di Warhol che hanno rivoluzionato il ritratto in chiave contemporanea, dalle immortali icone di Marilyn e Liz alle opere che dialogano con l’estetica digitale.
Un’eccezionale selezione dal ciclo Ladies and Gentlemen allestita in una cornice particolarmente evocativa ha permesso al pubblico di riscoprire la forza iconica di quelle opere che sono un inno al colore e alla libera espressione di sé. Altrettanto apprezzata è stata la scelta di porre in dialogo le sperimentazioni dell’artista sul volto e sull’identità condotte con media diversi, dall’acrilico alla serigrafia, dalla Polaroid al disegno, fino al vinile, al film e alla televisione: produzioni rivoluzionarie che annunciano l’era della comunicazione globale, interrogando temi come la manipolazione estetica, l’identità di genere, la multiculturalità, l’artificialità e la sovraesposizione mediatica.
L’esposizione, a cura di Chiara Vorrasi, è stata organizzata da Fondazione Ferrara Arte e Servizio Cultura, Turismo e rapporti con l’Unesco del Comune di Ferrara, con il contributo della Regione Emilia-Romagna e il supporto di Copma e Emilbanca.
I numeri
Sui 76.119 ingressi, i biglietti venduti in prevendita sono stati complessivamente 31.930 mentre i restanti sono stati acquistati presso la biglietteria di Palazzo dei Diamanti. Il giorno più visitato è stato sabato 16 maggio, in occasione della Warhol Night, con 1.808 ingressi. La mostra è stata molto apprezzata dai gruppi scolastici: 355 classi per un totale di 7.451 studenti provenienti soprattutto da Ferrara e dalla Provincia (203 classi per un totale di 4.301 studenti); mentre sono state 152, per un totale di 3.150 studenti, quelle provenienti da altre città. Ottimo risultato anche per il bookshop e in particolare per il catalogo della mostra: sono state vendute 2.315 copie.
«Si chiude “Andy Warhol. Ladies and Gentlemen”, una mostra che ha confermato la capacità di Ferrara di attrarre pubblico da tutta Italia e dall’estero e di misurarsi con progetti espositivi di primo livello internazionale. 76.119 è un dato che racconta l’attrattività della nostra offerta culturale e il suo peso concreto sull’economia della città, dal commercio alla ricettività. Guardiamo già alla prossima tappa: a settembre Palazzo dei Diamanti ospiterà 120 opere provenienti in gran parte dal Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, insieme a una selezione da importanti collezioni italiane, con capolavori di Monet, Van Gogh, Kandinsky e Mondrian. Un progetto internazionale nato dalla collaborazione con il museo olandese e con le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea della città, che continua a confermare Ferrara come punto di riferimento per l’arte e la cultura», afferma Alan Fabbri, sindaco di Ferrara.
«Il lavoro di ricerca fatto sulla programmazione culturale di Palazzo dei Diamanti sta dando i suoi frutti e i numeri di “Andy Warhol. Ladies and Gentlemen” ce lo dimostrano. Non è solo una questione di affluenza, è la capacità di costruire un progetto che sappia parlare a pubblici molto diversi tra loro: dagli appassionati d’arte alle famiglie, fino alle scuole. Penso in particolare alla partecipazione delle scolaresche: il progetto didattico costruito attorno alla mostra ha permesso a moltissime classi di avvicinarsi a Warhol in modo diretto, attraverso percorsi pensati apposta per loro, ed è un aspetto a cui teniamo quanto ai numeri complessivi, perché è quello che costruisce il pubblico di domani. Guardiamo già al prossimo appuntamento: a settembre Palazzo dei Diamanti ospiterà un progetto curato da Sandra Kisters e Vasilij Gusella, che ripercorrerà in nove capitoli la svolta della pittura europea tra Otto e Novecento, dall’impressionismo all’astrazione. Continuiamo a costruire una programmazione capace di parlare a pubblici sempre diversi», spiega l’assessore alla Cultura Marco Gulinelli.
Il presidente della Fondazione Ferrara Arte, Vittorio Sgarbi, sottolinea: «Con la mostra dedicata alle drag queen afro e latinoamericane di Manhattan, presentata a Ferrara grazie a Franco Farina, Andy Warhol, l’artista che aveva trasformato in icone bizantine i prodotti del mercato globale, rivolgeva per la prima volta lo sguardo ai margini di quello stesso sistema che aveva elevato a immagine, restituendolo, senza giudicarlo, come lo specchio più fedele del proprio tempo. La rievocazione di quella storica esposizione, allora definita “esplosiva”, che abbiamo riproposto nello stesso luogo, arricchendola con un opportuno approfondimento sul ritratto e l’autoritratto, conferma la lucidità, la lungimiranza e l’attualità del pensiero del grande artista americano, che fu capace di coniare una nuova idea di arte, nella quale il ruolo dell’autore e quello dell’opera sono profondamente ridefiniti».
Pietro Di Natale, direttore della Fondazione Ferrara Arte, aggiunge: «Warhol non si è limitato a descrivere il mondo che lo circondava: ha anticipato di circa mezzo secolo quello in cui viviamo oggi. E lo ha fatto anche con la straordinaria serie Ladies and Gentlemen, oggi riconosciuta come uno dei vertici della sua produzione. Applicando lo stesso linguaggio con cui aveva reso immortale Marilyn Monroe, Warhol consacrò persone fino ad allora sconosciute, elevandole a nuove icone tanto del suo quanto del nostro tempo. Ecco la sua genialità. Quando si comprende davvero Warhol, si riesce ad apprezzarlo non solo nella superficie brillante delle sue immagini, ma nella profondità della sua visione. E questa mostra, tra le più importanti dedicate all’artista americano negli ultimi anni, ha offerto al pubblico gli strumenti per comprenderla fino in fondo».
Dopo la pausa estiva, dal 19 settembre, prenderà il via a Palazzo dei Diamanti l’attesa mostra “Da Monet a Van Gogh a Kandinsky. Nuovi sguardi sulla natura e la modernità”, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte in collaborazione con il Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam e con le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara.
Tra la metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento il paesaggio diventa un tema centrale della pittura europea, specchio delle trasformazioni della modernità. La mostra evidenzia come ambienti naturali e urbani siano diventati spazi privilegiati per nuove modalità di rappresentazione della realtà. Il percorso attraversa snodi e correnti fondamentali – dalla Scuola di Barbizon ai Macchiaioli, dall’impressionismo al postimpressionismo, dal divisionismo al futurismo fino all’astrattismo – e restituisce la straordinaria pluralità di linguaggi di questi decenni cruciali, raccontata attraverso 120 opere provenienti dal Museum Boijmans Van Beuningen e da altre importanti collezioni pubbliche e private.
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