Ferrara, polemica in Consiglio comunale per la frase di Rendine: «L’opposizione ragiona a 90 gradi, non a 360»
La consigliera Zonari (La Comune) chiede di convocare la commissione Pari opportunità
Ferrara Fa discutere, la frase pronunciata dal consigliere della civica Fabbri Francesco Rendine durante la seduta del 20 luglio del Consiglio comunale, quando, intervenendo nel dibattito, aveva affermato che alcuni esponenti dell’opposizione avrebbero dimostrato di ragionare «non a 360 gradi, ma a 90 gradi».
Dopo la polemica emersa in aula, la presidente della commissione Statuto e Regolamento e consigliera de La Comune di Ferrara Anna Zonari ha formalizzato una richiesta indirizzata al presidente del Consiglio comunale Federico Soffritti e al presidente della commissione Pari opportunità Brando Sarto per convocare una seduta congiunta delle due commissioni sul tema del linguaggio istituzionale e dell’applicazione delle norme regolamentari. Nella nota, Zonari ricostruisce quanto avvenuto durante la seduta sostenendo che «il contesto nel quale la frase è stata pronunciata, la sua ripetizione e le reazioni suscitate in aula (sorrisini da parte di alcuni colleghi) hanno reso percepibile un doppio senso di natura sessuale, estraneo al merito delle posizioni politiche appena espresse».
La consigliera precisa che la questione non riguarda l’accertamento delle intenzioni soggettive di Rendine, ma la necessità di valutare gli effetti prodotti da espressioni potenzialmente offensive o discriminatorie e di definire criteri condivisi per la gestione di episodi analoghi. Per questo propone una riflessione sull’applicazione del Regolamento comunale, e sull’eventuale opportunità di integrare le norme esistenti o adottare specifici protocolli di comportamento.
Di segno opposto la posizione proprio di Rendine, che in una nota inviata al presidente della Commissione Pari opportunità chiede di respingere la proposta di convocazione congiunta delle commissioni. Secondo il consigliere leghista, infatti, «l’espressione contestata non contiene alcuna allusione sessuale, alcun riferimento personale e alcun elemento discriminatorio». Rendine sostiene che l’espressione «ragionare a 360 gradi» sia una metafora di uso comune per indicare una valutazione completa di una questione e che il riferimento ai «90 gradi» fosse semplicemente una critica a una visione ritenuta parziale o limitata.
Nella stessa nota il consigliere afferma che «non è stata pronunciata un’espressione amorale o sconveniente; è stata proposta un’interpretazione amorale e maliziosa di una comune metafora geometrica».
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