Ferrara, chi amministrerà il Grattacielo? C’è un solo “coraggioso” in lizza
Il 30 luglio l’ennesima riunione. Senza accordo deciderà il Tribunale
Ferrara Il condominio Grattacielo continua ad essere una “patata bollente” appena passata di mano da un amministratore e che giocoforza dovrà trovarne un altro a stretto giro, se si vorranno continuare i progetti di messa a norma, dando così una prospettiva di rientro negli appartamenti ormai vuoti da cinque mesi nelle tre torri.
Dopo la rinuncia all’incarico da parte di Francesco Donazzi, nella prossima riunione di giovedì 30 luglio (ore 17, sala convegni Cna di via Caldirolo 80) gli aventi diritto di voto dovranno decidere quale strada intraprendere per il futuro. I proprietari degli appartamenti si sono mossi in più direzioni durante queste settimane nel tentativo di effettuare un “casting” efficace e trovare un professionista disposto a diventare il nuovo amministratore di condominio.
I “no” sono fioccati copiosamente, nessuno vuole apparentemente mettersi in gioco e gestire una situazione così scottante, piena di complessità ed esposta mediaticamente.
Tra la miriade di rifiuti però, c’è stato anche un sì. Un coraggioso professionista del settore avrebbe infatti deciso di cogliere questa sfida firmando un mandato vincolato e disciplinare molto preciso. La palla adesso passa all’assemblea condominiale: per eleggerlo serviranno 500+1 millesimi ed al momento la strada sembra in salita però mai dire mai. L’alternativa? La nomina giudiziaria da parte del Tribunale di Ferrara.
Volente o nolente quindi, il nuovo amministratore di condominio dovrà muoversi rispettando alcuni paletti decisi dal Consiglio di condominio. Proprio quest’ultimo organo avrà una delega rafforzata che prevede: diritto di accesso a tutta la contabilità condominiale, monitoraggio dei lavori di adeguamento antincendio, la nomina di un revisore esterno che avrò il compito di ricostruire la situazione debitoria e il diritto dell’esame di tutti i progetti depositati presso i Vigili del Fuoco così come delle fatturazioni e dei giustificativi di spesa.
Lo stesso Consiglio avrà l’ultima parola sull’approvazione di qualsiasi pagamento che superi la somma di 5mila euro. L’amministratore sarà anche esentato dalla revisione dei bilanci relativi alle passate gestioni, la quale sarà affidata ad un professionista terzo per evitare conflitti d’interesse. Proprietari e residenti faranno della trasparenza il punto chiave di questo nuovo corso: l’amministratore dovrà anche fornire un report mensile su attività svolte, avanzamento lavori ed estratto conto bancario del condominio.
Andranno anche “aggrediti” in maniera diversa gli inquilini morosi divisa in tre fasi: censire i creditori dello stabile aprendo un apposito sinistro legale per ognuno, attivare le tutele previste dalle clausole assicurative in fase di mediazione giudiziaria e infine in caso si vada in Tribunale l’amministratore dovrà affidare la difesa del condominio a legali scelti dal Consiglio.
In ultima istanza andranno scelti un consulente tecnico che accerti tramite perizia le case scatenanti dell’incendio di gennaio e faccia il punto su progetti dei lavori anche per valutare eventuali imperizie e responsabilità civili.
Bisognerà dotarsi anche di un nuovo progettista antincendio che elabori un prospetto delle opere da eseguire e che si interfacci con autorità e Comune per ottenere un’agibilità parziale delle tre torri.
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