Nuova veste a Napoli e Ascoli: Modì e l’arte del rebranding targato Ferrara
L’agenzia di branding e direzione creativa ha un ruolo di vertice nel settore. Tra gli ultimi lavori nel calcio, la squadra femminile azzurra e il Picchio marchigiano
Ferrara Partenope, la sirena che diede origine a Napoli. E poi il Picchio, uccello sacro a Marte che le popolazioni sabine inseguirono per fondare la città di Ascoli. Miti eziologici che si intrecciano per raccontare comunità, riscoprire senso di appartenenza, tracciare un patrimonio culturale. Nessuna lezione di storia, ma simboli che restano impressi nella tradizione collettiva e che ancora oggi vivono tra i quartieri, nelle parole e nei gesti. Molto nell’identità sportiva. Se un tempo erano i miti a raccontare quei simboli, adesso l’eredità è stata raccolta da specialisti della comunicazione che, in uno sguardo, restituiscono il valore di una storia: un prodotto che, attraverso strategie mirate, diventa anche una forma d’arte.
Nelle ultimissime settimane è successo con l’Ascoli Calcio, appunto, e con il Napoli Women. O meglio “La Napoli”. Dietro due progetti di rinnovamento del marchio così virtuosi e innovativi c’è Modì, un’agenzia di branding e direzione creativa che da dieci anni continua a distinguersi tra le aziende più attendibili e qualitative del settore, conquistandosi in particolare un posizionamento di spicco nel mondo sportivo. A Ferrara, nel “Pozzo di Modì” – così si chiama il canale YouTube in cui giornalmente i tre soci fondatori passano in rassegna tutti i lanci di comunicazione legati al mondo del calcio e dello sport, dalle maglie ai rebranding, dai feed Instagram ai loghi –, nel quartier generale estense nascono progetti di livello nazionale e internazionale, che prendono forma grazie ad un team di professionisti. Il brand system è alla base del metodo di lavoro: non solo un logo ma un sistema di simboli che restituisce il patrimonio visivo di una società. E per il rebranding di Ascoli e Napoli Women si è partiti da lì: pescare e inserire elementi visivi di una cultura.
Nella città del Picchio non c’è solo uno stemma che da ovale diventa tondo, che comunque basterebbe sia per esigenze tecniche – un naturale equilibrio visivo e una versatilità digitale oggigiorno imprescindibili – sia per rimando storico a quella forma circolare che ha caratterizzato l’ultima annata in serie A e la gloriosa epoca di Costantino Rozzi e delle sue iconiche calze rosse. Quelli di Modì hanno rispolverato l’Anellone Piceno, inserendolo nella circonferenza interna, poi ridisegnato il Cassero (l’antica rocca difensiva) con maggiore coerenza alle reference storiche: spuntano simboli che fanno di Ascoli la “Città delle 100 Torri” e la “Regina delle Marche”. Infine il Picchio, rivisitato in chiave moderna: sì per sviluppare nuove linee legate al merchandising e al pubblico più giovane, ma il resfresh trae spunto direttamente dal passato: infatti, il nuovo font è arricchito dalle legature delle molteplici scritte storiche presenti sui bassorilievi del centro città. Nulla sarebbe stato possibile senza prima vivere Ascoli, incontrare la comunità marchigiana, percepire sulla propria pelle la passione dietro al calcio. Così si chiude un cerchio.
Ma il Picchio non è l’unico progetto operato da Modì in questa calda estate. Lo zampino dei ferraresi c’è anche in un rebranding tutto partenopeo. Cambia già dal nome: «Da sempre conosciuto come “Il” Napoli Women, da oggi “La” Napoli Women rivendica il proprio essere donna». È Partenope a veicolare l’identità visiva dell’articolo al femminile, con due code di sirena stilizzate che si incontrano formando la silhouette della lettera “N”. «Se Napoli è Partenope, noi siamo La Napoli». La Magnetica, La Viscerale, La Teatrale, che nella scorsa stagione tra l’altro è arrivata ad un passo dalla Champions League. Progetti che fanno il giro del mondo grazie a professionalità condita dalle giuste dosi artistiche di estro e sregolatezza. Cogliere il potenziale di un brand, vedere cosa c’è dietro: questo fa Modì. E allora, cosa ancora può uscire dal Pozzo?
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