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Dopo il rogo

La “Medusa” di Ariano Polesine è pronta a ripartire

Donatella Marighella
La “Medusa” di Ariano Polesine è pronta a ripartire

Nel 2025 un incendio distrusse la ditta

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Ariano Polesine Un investimento che supera i 20 milioni di euro e che guarda non solo al ripristino dell’attività, ma a un deciso salto di qualità. Dopo un anno e mezzo di attesa, ostacoli burocratici e una ricostruzione iniziata ancor prima che si spegnessero le fiamme, la Medusa è pronta a ripartire. Ad annunciarlo è il titolare Mauro Regnoli, che assieme al figlio Giorgio non ha mai abbandonato l’ipotesi di ripartenza e rilancio.

La storia parla di una fabbrica andata a fuoco. L’incendio del gennaio 2025 aveva distrutto completamente lo stabilimento che si trova in via Mazzini ad Ariano Polesine e dove vi lavorano tanti ferraresi. Un evento drammatico che, come ha più volte specificato il titolare, non fu provocato da carenze aziendali nei sistemi di sicurezza, ma da un incidente causato da un operatore esterno impegnato nell’installazione di una porta. Un particolare che l’imprenditore continua a sottolineare per ristabilire la corretta ricostruzione dei fatti.

Ora arriva la svolta, con l’approvazione del progetto definitivo che consentirà all’azienda (che si occupa di trasformazione di prodotti ittici) di ricostruire lo stabilimento, che guarda non soltanto al ripristino dell’attività, ma a un deciso salto di qualità di un’attività radicata sul territorio da 150 anni. Dopo l’incendio, la ditta è stata nuovamente messa in piedi e nel giro di qualche settimana la riproduzione era partita, con l’azienda dislocata in altri capannoni limitrofi.

Durante questa fase di recupero non è mancato il sostegno delle istituzioni. Oltre al costante interessamento del sindaco Luisa Beltrame, che ha seguito passo dopo passo il complesso iter risultando determinante anche con il potenziamento dell’Ufficio Tecnico comunale per velocizzare le pratiche, un ruolo importante è stato svolto dall’allora assessore regionale Cristiano Corazzari, dall’assessore regionale Valeria Mantovan, dal senatore Bartolomeo Amidei e dalla deputata Nadia Romeo. Nonostante la rilevanza economica e occupazionale dell’azienda e i danni subiti, “Medusa” non ha potuto beneficiare di alcun contributo pubblico, né statale né europeo.

«La ricostruzione e la ripartenza sono state quindi sostenute attraverso le risorse dell’azienda, con un enorme sforzo imprenditoriale e finanziario da parte della famiglia Regnoli – sottolinea l’imprenditore, che aggiunge – Ad oggi abbiamo assunto circa venticinque nuove persone, mantenuto tutta la clientela storica e acquisito anche nuovi clienti».

Il nuovo stabilimento sarà profondamente diverso rispetto al precedente. Una struttura progettata secondo criteri moderni, con impianti tecnologicamente avanzati e una maggiore efficienza produttiva. Il programma prevede la realizzazione dell’opera in tre fasi. Il primo lotto dovrebbe essere completato entro marzo 2027, permettendo l’avvio delle principali lavorazioni del pesce. 

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