Lodi, continua l’esilio: aria pesante in Giunta a Ferrara
A inizio luglio erano ormai quasi 4mila ma non basteranno per tornare in Municipio
Ferrara “Tra un concerto e l’altro”, aveva detto, “lì parleremo del reintegro”. Siamo arrivati alla fine del Festival e pare che quello in corso negli ultimi giorni non sia stato l’unico dramma. In piazza Ariostea è d’amore, con Notre Dame de Paris. L’altro è più politico, forse umano, e riguarda Nicola Lodi.
È trascorso un mese dalla standing ovation del Carlton, quella che fece inumidire gli occhi a Naomo nella settimana successiva alla scadenza dei termini interdittivi imposti dalla legge Severino. I fedelissimi si strinsero attorno all’ex vicesindaco e lui raccontò di 18 mesi così lontani e così vicini alla cosa pubblica. Nell’impossibilità di ricoprire il ruolo di assessore ha intensificato la politica di strada e creato faldoni e faldoni di segnalazioni. Quelli che avrebbe voluto sottoporre ai suoi ritrovati colleghi, ma che probabilmente colleghi non chiamerà più… per ora.
“Nicola, ma quando torni?”, lo incalzarono i suoi. “Abbiamo atteso un anno e mezzo, qualche altro mese si può aspettare”. “E poi c’è l’estate di mezzo”, aggiunse Lodi. Se da una parte – come sostiene l’ex assessore – c’era un accordo con il sindaco per il reintegro (stipulato al momento delle dimissioni), dall’altra Fabbri non ha mai mosso pubblicamente un dito per dimostrare di voler riprendere in Giunta Naomo. Pesano l’assenza, quel fine giugno al Carlton, e il silenzio di un mese intero. Anche perché il primo cittadino deve vigilare sul castello di carte che è la sua squadra di governo e una figura come Lodi – per quanto lui stesso rivendichi un posto che spetta alla Lega – potrebbe minare gli equilibri. E se c’è un fronte su cui, oggi, sembra compatta la Giunta è proprio quello di voler continuare senza Naomo. Indipendentemente da quelle che possano essere le simpatie personali.
E allora non è un caso che Lodi avesse voluto lanciare una raccolta firme per sostenere concretamente la richiesta di essere riammesso. Un po’ «un modo per pesarmi politicamente dopo 18 mesi lontano» sibilò, un po’ per dimostrare a Fabbri e agli ex colleghi che sono i cittadini a rivolerlo in Municipio. Anche se, in città, di banchetti neanche l’ombra. Le sottoscrizioni ci sono state comunque: «3.876 in soli 12 giorni» festeggiava Lodi a inizio mese. La raccolta è avvenuta, ma all’interno di attività commerciali che hanno ospitato i moduli.
Difficile comunque che possano servire per ribaltare l’ordine momentaneamente costituito in Giunta, dove tra l’altro manca sempre un’assessora, l’erede di Savini. Tagliata la strada di un ritorno in grande stile, quelle firme – e il cartellone “Naomo per Ferrara” che capeggiava al Carlton – possono tornare utili per altro. Le Comunali del 2029 post Fabbri e le più vicine Politiche del 2027, per le quali tra l’altro sarebbe dovuto essere candidato pure nel ’22, salvo poi aver lasciato il posto a Davide Bergamini (oggi in Futuro Nazionale). L’esilio continua, ma questa volta non è la magistratura ad imporlo.
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