Anche Bondeno in lutto per la morte di don Mazzi
Il sacerdote aveva 96 anni. La sua comunità Exodus ospitata a Salvatonica
Bondeno Il dolore per la scomparsa a 96 anni di don Antonio Mazzi, noto sacerdote e fondatore della comunità Exodus dedicata alle persone con dipendenze, tocca anche Bondeno. Proprio nel territorio matildeo, infatti, è presente una delle sedi della comunità, oggi ospitata a Salvatonica.
«Con profondo dolore ho appreso della scomparsa di don Antonio Mazzi, un uomo che ha dedicato la sua lunga vita agli ultimi e ai più fragili, senza mai risparmiarsi», lo ricorda Alan Fabbri, attuale sindaco di Ferrara e già primo cittadino di Bondeno. «Ai tempi in cui ero sindaco di Bondeno, subito dopo il terremoto, ho potuto conoscere da vicino il suo impegno concreto, anche sul nostro territorio, attraverso la Casa di Carlotta di Salvatonica, realtà della sua Fondazione Exodus che da anni accoglie famiglie in difficoltà e persone che cercano di ricostruire la propria vita».
Fino a maggio 2012, la struttura aveva sede nella storica canonica di San Biagio. Le scosse del sisma che hanno colpito l’Emilia la danneggiarono pesantemente, rendendola inagibile. Per questo, dal 2013, la comunità ha trovato la sua “casa definitiva” a Salvatonica, in via Provinciale 44, all’interno di una struttura di proprietà comunale. Si tratta di un rifugio per la genitorialità fragile, eccellenza nel panorama nazionale del recupero delle dipendenze e tra le poche strutture attrezzate per accogliere l’intero nucleo familiare del soggetto coinvolto. Nel 2014 fu proprio don Antonio Mazzi, insieme all’allora primo cittadino Fabbri, a inaugurare la nuova sede nelle ex scuole, nel maggio del 2014.
Sacerdote, educatore, pedagogista, teologo, filosofo, giornalista, scrittore, don Mazzi, è stato uno dei volti più noti del cattolicesimo sociale italiano, spesso ospite in tv, da Mara Venier a “Domenica In” a “Porta a porta” di Bruno Vespa. «Ricordo bene la sua energia, la sua franchezza e la capacità di parlare a tutti, credenti e non credenti, con lo stesso linguaggio diretto e senza sconti», dice ancora Fabbri.
Il sacerdote aveva anche un altro legame con il territorio: si era infatti laureato in Filosofia all’Università degli Studi di Ferrara. Sempre in città fu ordinato nel 1956 nella congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza, fondati da san Giovanni Calabria. Negli anni Sessanta divenne responsabile di diverse iniziative di assistenza e formazione per giovani, prime su tutte la Città del Ragazzo.
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