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L’episodio

Lidi, due fattorini vengono scambiati per ladri

Matteo Ferrati
Lidi, due fattorini vengono scambiati per ladri

Diversi residenti segnalano, ma i controlli dei carabinieri tolgono i dubbi

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Lidi L’estate in corso ai Lidi di Comacchio è costellata quasi quotidianamente di episodi spiacevoli e gravi: dagli atti vandalici negli stabilimenti balneari alle maxi risse tra giovanissimi, passando per i furti nei confronti di commercianti e residenti.

Il clima di preoccupazione e irritazione accompagnato, in alcuni casi, da un crescente sentimento di pregiudizio rischia però di "far vedere il marcio" anche dove il marcio non c’è: si sa, purtroppo è un circolo vizioso che si autoalimenta.

Testimonia tale delicato contesto un episodio avvenuto in questi giorni tra Porto Garibaldi, Comacchio e Lido Estensi, dove diverse persone hanno segnalato sui social di aver visto «due ragazzini con maglia bianca, pantaloncini, zaini e cappellino blu» aggirarsi per le case, spacciandosi per fattorini di una nota azienda che si occupa della vendita diretta di specialità surgelate con consegna direttamente a domicilio.

Secondo i residenti, questi giovani si sarebbero travestiti in tale maniera allo scopo di compiere dei furti nei confronti dei potenziali compratori, anche perché (stando sempre alle loro testimonianze) «Non hanno la divisa e non hanno il furgoncino ufficiale, quindi non fidatevi!».

Queste segnalazioni sono ovviamente giunte ai carabinieri di Comacchio, che hanno subito eseguito tutti gli accertamenti e identificazioni del caso: ecco, i militari hanno constatato che si tratta di due ragazzi di Ferrara che lavorano regolarmente proprio per quell’azienda di vendite a domicilio secondo cui, per alcuni cittadini, si spacciavano.

Questo non è un processo alle intenzioni verso i cittadini segnalatori, che sicuramente erano sicuri di agire negli interessi e nella tutela della comunità. Anzi, un episodio quasi ironico come questo è il chiaro segnale di una situazione piuttosto critica di paura e sfiducia diffuse. Resta il fatto che prendere per vero tutto ciò che si legge sui social non è forse cosa buona e giusta.

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