Ferrara, padre e figlia rapinati in casa da una banda di malviventi
L’episodio alle porte della città nella frazione di Chiesuol del Fosso
Chiesuol del Fosso Pochi minuti lunghi come secoli, prigionieri nella propria casa in balia dei malviventi. È l’incubo vissuto da una famiglia residente a Chiesuol del Fosso, faccia a faccia con una banda di rapinatori che si è introdotta nella sua abitazione.
Il fatto risale ad alcuni giorni fa, ma l’eco di quei momenti spaventosi è ancora ben presente in chi li ha subiti: una donna e il padre novantenne, che per fortuna si trovava in un’altra stanza e con ogni probabilità non si è reso conto di quello che stava capitando.
Era martedì sera, attorno alle 22.30 quando la quiete casalinga è stata brutalmente interrotta dai malviventi, che secondo una prima ricostruzione sarebbero riusciti a calarsi dall’alto per poi entrare nell’abitazione.
In quel momento l’anziano padre stava riposando nella sua stanza, ma la figlia era ancora sveglia e si è trovata improvvisamente di fronte ai malintenzionati, tutti con il volto travisato, aggressivi e minacciosi, e soprattutto decisi a farsi consegnare il bottino.
Inizialmente, forse con l’intenzione di poter rovistare liberamente in cerca di denaro e preziosi, hanno cercato di immobilizzare la donna, che in ogni caso - sola e accerchiata da una banda di malviventi - aveva ben pochi margini di manovra.
Sotto la minaccia dei rapinatori, è stata lei stessa a consegnare il denaro contante custodito in casa - tra l’altro una somma tutt’altro che ingente - e una volta ottenuto quello che cercavano, i banditi sono fuggiti, lasciando la donna spaventata ma per fortuna illesa.
La signora ha subito dato l’allarme, chiamando il 112, è sul posto sono intervenuti i carabinieri del Comando di Ferrara insieme al personale del 118 per le necessarie valutazioni. La donna è stata rincuorata e rassicurata, ma non ha avuto bisogno di ulteriore assistenza sanitaria e ha rifiutato le cure mediche.
I carabinieri hanno raccolto la sua testimonianza e svolto sul posto i primi rilievi per poter avviare le indagini. A quanto risulta i malviventi, tutti con il volto travisato, non erano armati, e il colpo – seppure apparentemente non opera di veri e propri professionisti – non sembra essere stato improvvisato ma con ogni probabilità gli autori nei giorni precedenti avevano studiato e valutato i luoghi per capire il modo migliore per potersi introdurre nell’abitazione. A spingerli ad agire in modo tanto spregiudicato, anche il fatto che la casa fosse abitata da persone indifese, una donna sola che vive con il papà molto anziano.
Martedì sera hanno quindi raggiunto la piccola frazione e, protetti dal buio, si sono arrampicati per poi calarsi dall’alto. Una volta all’interno, hanno avuto gioco facile a indurre la donna a consegnare loro il bottino. Un’azione rapida, ma non per questo meno traumatica, e che ha destato profonda impressione nella comunità.
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