Malore improvviso in canonica: muore il parroco di Pieve di Cento
Don Angelo Lai aveva 72 anni e guidava la comunità dal 2016
Pieve di Cento Una triste giornata quella di ieri per la comunità centopievese, perché a causa di un malore è deceduto il parroco, l’arciprete don Angelo Lai. Il 72enne sacerdote da dieci anni in paese è stato colto da malore nella canonica, sul posto sono arrivate ambulanza e automedica, oltre che i carabinieri di San Giovanni in Persiceto, ma per don Angelo c’è stato nulla da fare. La notizia è presto circolata in paese, dove il parroco era molto amato. Originario di Medicina (Bo), secondo di otto figli, aveva raccontato presentandosi ai parrocchiani di aver «sempre lavorato la terra con piacere, fino a trenta anni», per poi entrare in seminario. Era stato ordinato prete nel 1989 dopo aver frequentato il Seminario di Bologna. Ha svolto il servizio di viceparroco a Santa Caterina al Pilastro, poi nel ’95 era diventato parroco a Suviana, Badi, assumendo poi la cura anche di Baigno e Bargi. Nel 2005 era stato nominato parroco alle Budrie, Amola di Piano e Castagnolo di Persiceto. Il 17 settembre 2016 aveva fatto il suo ingresso come arciprete a Pieve di Cento, accolto dal cardinale Matteo Maria Zuppi, vescovo di Bologna.
Don Angelo, che a Pieve abitava con uno dei fratelli, salutò così i fedeli al suo ingresso a Pieve di Cento nell’agosto di dieci anni fa: «Cari fedeli di Pieve di Cento, è con grande gioia che mi presento a voi. Appena l’arcivescovo Zuppi mi ha comunicato che sarei diventato il vostro parroco, mi siete entrati subito nel cuore e ho sentito una certa simpatia per tutti voi. Vi ricordo spesso davanti al Signore anche per un motivo molto umano: siete una realtà molto complessa e importante e io mi sento molto piccolo, allora diventa obbligatorio il ricorso al Signore che venga “… in aiuto a me che sono (piccolo) e non ho altro soccorso all’infuori di Te…” (Ester 4,17). Consapevole dei miei limiti vengo con cuore aperto per accogliervi tutti ed essere disponibile verso tutti. Chiedo però subito grande misericordia a tutti voi per le dimenticanze che farò e le non attenzioni che avrò, ma siamo nell’anno della misericordia per questo sono certo di trovarla anche in voi. Intanto mi presento: mi chiamo don Angelo Lai, ho un cognome sardo anche se non sono ancora andato in Sardegna; sono nato e vissuto a Medicina ho 62 anni, secondo di otto figli ho sempre lavorato la terra con piacere, fino a trent’anni, poi entrato in seminario sono diventato prete nel 1989. Sarò molto felice di fare la vostra conoscenza personalmente, con la richiesta di un primo atto di misericordia: quando mi incontrate dite subito il vostro nome perché sicuramente io l’avrò dimenticato, così sarà per me un ripasso che fa sempre bene. Don Paolo Rossi (deceduto nel 2020; ndr), già vostro parroco, mi ha parlato molto bene di voi e in una stretta collaborazione con lui cercherò di imparare le molte iniziative che già fate in parrocchia. Cercherò con l’aiuto del Signore, di parlarvi di Cristo di testimoniare il suo amore di camminare con voi incontro a Lui. Grazie della Vostra attenzione, vi saluto e vi benedico nel Signore».
Domani alle 18 il feretro sarà accolto nella Collegiata di Pieve di Cento, poi la veglia di preghiera, giovedì alle 9 la santa messa e alle 11.30 la sepoltura al cimitero di Medicina.
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