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Ferrara, piano da 250 milioni di euro per andare oltre l’emergenza climatica

Ferrara, piano da 250 milioni di euro per andare oltre l’emergenza climatica

Oltre 80 progetti nel documento Idropolis 2027-2030 presentato in Prefettura. Canali, reti irrigue, idrovore, salinizzazione: le proposte del Consorzio di Bonifica

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Ferrara Oltre 80 progetti per circa 250 milioni di euro di interventi programmati e candidabili. È il nuovo Idropolis 2027-2030, il documento di programmazione presentato dal Consorzio di Bonifica Pianura Ferrara nel corso dell’incontro dedicato al cambiamento climatico e alle sue conseguenze sul territorio tenuto ieri in Prefettura alla presenza del Prefetto Marchesiello e con la partecipazione di sindaci e associazioni di categoria. Obiettivo, mettere a punto una nuova pianificazione territoriale - con investimenti e nuove opere di adattamento - per saper affrontare un fenomeno ormai strutturale e che non può più essere gestito come un’emergenza. Gli interventi previsti da Idropolis 2027-2030 riguardano, tra gli altri, l’adeguamento e l’ampliamento delle reti irrigue, il potenziamento degli impianti idrovori, la ricalibratura e manutenzione dei canali, la creazione di nuovi volumi di invaso capaci sia di laminare le piene sia di accumulare acqua per l’irrigazione, il contrasto alla salinizzazione, l’automazione e il telecontrollo delle infrastrutture e il miglioramento dell’efficienza energetica.

«È un argomento attuale che non può più essere affrontato soltanto in termini di emergenza. Dobbiamo quindi incominciare a lavorare per l’anno prossimo, partendo dalle proposte del Consorzio di Bonifica», ha ribadito il Prefetto Marchesiello, mentre il presidente del Consorzio Bonifica Pianura di Ferrara Stefano Calderoni ha ricordato che «Cambiamenti climatici e opere di adattamento sono ormai due facce della stessa medaglia. Da una parte abbiamo la siccità, dall’altra eventi meteorologici e precipitazioni di portata eccezionale. Fenomeni che non sono nuovi in assoluto, ma che oggi, quando si manifestano, lo fanno con intensità sempre maggiore». Tra i “record” negativi, va ricordato il cuneo salino arrivato a circa 25 chilometri dalla foce, mentre sul fronte opposto - quello delle precipitazioni di eccezionale intensità - il picco dei 46,4 millimetri di pioggia caduti in un’ora a Ponte Rodoni il 15 luglio, mentre il dato giornaliero ha raggiunto 75,6 millimetri.

Oltre che Idropolis, siccità ed eventi piovosi estremi, l’intervento del direttore generale del Consorzio, Mauro Monti, ha affrontato il focus del consumo di suolo, elemento strettamente collegato alla capacità del territorio di rispondere alle precipitazioni estreme. I dati presentati evidenziano un paradosso: tra il 1977 e il 2024 nel Ferrarese le aree urbanizzate sono aumentate del 42%, mentre la popolazione è diminuita dell’11%.

L’impermeabilizzazione modifica radicalmente il comportamento dell’acqua: a fronte di 100 millimetri di precipitazione, su un terreno agricolo o un’area verde si stima che circa il 20% debba essere raccolto e veicolato dalla rete, mentre su superfici occupate da strade, parcheggi ed edifici la quota sale fino all’80%.

Da qui la necessità, ribadita da Monti, di «legare sempre più strettamente sviluppo urbanistico, sicurezza idraulica e gestione dell’acqua, aggiornando la conoscenza del territorio e valutando le nuove espansioni non soltanto in termini di spazi disponibili, ma sulla base della loro compatibilità idraulica».

Il confronto in Prefettura rappresenta così il punto di partenza di un percorso istituzionale da sviluppare insieme agli enti locali e alle realtà economiche e sociali del Ferrarese. La prospettiva è quella indicata da Idropolis: «programmare oggi il territorio che servirà domani», trasformando l’adattamento climatico da risposta alle singole emergenze a politica strutturale e condivisa dell’intero territorio. 

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