Lagosanto, venditore autorizzato scambiato per ladro
Alcuni residenti avevano segnalato un giovane ritenuto sospetto mentre distribuiva dépliant. L’azienda rassicura: «È un nostro incaricato alle vendite»
Lagosanto Un venditore regolarmente autorizzato scambiato per un potenziale ladro. Questa volta è successo a Lagosanto, ma pochi giorni fa avevamo raccontato sulle nostre pagine un episodio molto simile avvenuto ai Lidi.
Caso vuole che in entrambe le situazioni si sia trattato di lavoratori della stessa azienda, un noto marchio che si occupa della vendita diretta di specialità surgelate con consegna direttamente a domicilio.
Nell’episodio al mare erano intervenuti i carabinieri che, dopo i controlli sui due giovani operatori, hanno confermato che si trattava di falso allarme. Ed ora è stata la stessa azienda a rispondere.
Alcuni residenti laghesi avrebbero visto «un ragazzo di colore che si aggira in maniera sospettosa a piedi per Lagosanto con dépliant, ma non fa porta a porta» e che «guarda dentro ai cortili e dentro le macchine». Non si è fatta però attendere la rassicurazione da parte di un responsabile dell’azienda, il quale garantisce che «la persona segnalata è un nostro incaricato alle vendite regolarmente autorizzato», dotato di divisa aziendale, cataloghi e tesserino di riconoscimento. Insomma, un lavoratore in piena regola che stava semplicemente svolgendo il suo mestiere.
Il timore sociale è in evidente aumento: lo testimonia questa sfiducia generale verso lo “sconosciuto”, specie se di nazionalità diversa da quella italiana. Chi ne subisce le conseguenze, anno dopo anno in modo sempre più massiccio, è anche la stessa azienda di vendite a domicilio.
«Ci troviamo spesso in queste situazioni – ammette il responsabile marketing –; con ciò che si vive ogni giorno, le persone si allarmano, a volte giustamente, con poco. E così vengono segnalati anche i nostri venditori, che magari vorrebbero solamente proporre un pacco di piselli surgelati. Possono essere italiani o immigrati: i nostri dipendenti sono tutti autorizzati. Ciò che ci importa è che siano persone affidabili e professionali, che propongano il nostro catalogo con educazione e senza insistere».
Ma non arrivano solo le singole segnalazioni di cittadini; «Capita anche che siano gli stessi comuni a contattarci per chiedere informazioni ed essere tranquillizzati, a conferma del fatto che l’insicurezza è oggi il sentimento collettivo prevalente», conclude il responsabile marketing.
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