Comacchio, Bellotti dopo le dimissioni dell’assessore: «Nessuna crisi politica»
Il sindaco all’indomani della comunicazione di Romagnoli: «Avanti con serenità e determinazione»
Comacchio Dopo le dimissioni improvvise e impreviste dell’assessore al Turismo Antonio Romagnoli, rassegnate a meno di due mesi dall’insediamento del Consiglio comunale, il sindaco di Comacchio, Samuele Bellotti, ha scelto di dire la sua. Lo ha fatto sabato 15 agosto attraverso un post su Facebook, stessa piazza scelta il giorno prima da Romagnoli per comunicare e spiegare la sua decisione.
Le dimissioni di Romagnoli sono arrivate come un fulmine a ciel sereno e, è inutile dirlo, hanno stupito tutti, opposizione e cittadini compresi. «Passare dalla teoria alla pratica non è facile», è stato uno dei commenti più ricorrenti in queste ore. Ma c’è anche chi ha parlato di instabilità politica e “fallimento”. Ed è proprio per mettere un freno alle preoccupazioni (e alle malelingue) che il sindaco Bellotti ha comunicato quanto segue: “Ma davvero le dimissioni di un assessore sono sufficienti per parlare di crisi politica? Davvero una scelta individuale, spiegata pubblicamente dallo stesso Antonio Romagnoli, dovrebbe significare che una maggioranza si sta sgretolando? In queste ore ho letto di “fallimento”, di “figuraccia”, di una situazione addirittura definita “irresponsabile” e perfino di altri assessori che sarebbero pronti a dimettersi. Su questo voglio essere molto chiaro, non è affatto così. Non c’è alcuna crisi politica”.
Poi continua: “La maggioranza è salda, la Giunta continua a lavorare e l’Amministrazione prosegue regolarmente la propria attività. Antonio Romagnoli ha compiuto una scelta personale e politica e ne ha spiegato pubblicamente le ragioni. Si possono condividere o meno le sue valutazioni, ma una decisione certamente sofferta merita rispetto, non etichette. Se un amministratore ritiene di non poter più svolgere il proprio incarico nel modo che considera adeguato e decide di rimettere il mandato, io non lo definisco irresponsabile. Prendo atto della sua scelta e la rispetto”.
E aggiunge: “Questo, però, non significa affatto che le sue valutazioni personali rappresentino una crisi dell’intera Amministrazione. Con Antonio ci conosciamo da molto prima di questa esperienza amministrativa. La sua decisione non modifica i rapporti personali, la stima e il rispetto che esistevano prima e che continuano ad esistere oggi, da ambo le parti. Da parte mia non ci saranno polemiche nei suoi confronti e non ho alcuna intenzione di trasformare una scelta amministrativa in uno scontro personale. Quanto alla presunta crisi della Giunta, mi spiace deludere chi sembra quasi attenderla, dimostrando, come qualcuno ha correttamente osservato, quanto possano essere interessati al bene del territorio. La crisi non c’è stata, non c’è e non si sta neppure preparando. Se qualcuno spera che le dimissioni di Antonio rappresentino il primo tassello di un’Amministrazione destinata a sgretolarsi, dovrà farsene una ragione. Noi continuiamo a lavorare. Un’Amministrazione non si giudica dal fatto che possa cambiare un assessore. Si giudica dai risultati che porterà alla propria città. Ed è su quelli che chiederemo ai cittadini di giudicarci. Si va avanti, con serenità, unità e determinazione, più di prima, per Comacchio, i suoi Lidi e le sue frazioni”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
