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Caro carburante

Ferrara, gasolio verso i tre euro al litro: «Conviene smettere di coltivare»

Ferrara, gasolio verso i tre euro al litro: «Conviene smettere di coltivare»

L’allarme di Cia: «Sostegni alle aziende insufficienti»

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Ferrara «Se il gasolio arriva a 3 euro meglio smettere di coltivare». È l’allarme lanciato da Cia Ferrara a fronte del caro carburanti. «Le campagne di raccolta di pomodoro da industria, cereali primaverili, pere sono in pieno svolgimento – – spiega Massimo Piva, presidente di Cia-Agricoltori Italiani Ferrara – e nei campi la preoccupazione non è solo per i danni produttivi derivati da fenomeni estremi, grandine e siccità in primis, ma anche per il costante aumento dei costi di produzione». Un allarme alimentato dalle analisi degli esperti e da un intervento di Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli Italia che ha tracciato uno scenario a dir poco preoccupante in cui il gasolio potrebbe toccare i 3 euro al litro in pochi mesi, se non ci sarà una de-escalation geopolitica nello Stretto di Hormuz. Intanto il greggio tocca i 92-93 dollari al barile, e il prezzo medio del gasolio alla pompa si attesta a 2,099 euro al litro sulla rete stradale cifra che beneficia ancora del taglio temporaneo di 17 centesimi sulle accise fino al 25 agosto.

Per il gasolio agricolo nella provincia di Ferrara la media degli ultimi giorni, che dipende da fornitore e quantitativi acquistati, può variare da 1,20 fino a 1,50 euro/litro contro i 0,75-0,80 euro/litro del 2025, con un rincare del 50%.

«Ci spaventa la possibilità, che appare concreta – continua Piva – del gasolio a 3 euro perché questo significherebbe un aumento quasi certo anche del carburante agevolato, che potrebbe arrivare proprio in autunno, nel momento della lavorazione dei terreni e della raccolta di alcune importanti orticole del territorio».

Un agricoltore che deve fare i conti con i danni del clima e prezzi di mercato poco remunerativi, vedrà aumentare in maniera esponenziali i costi non solo del gasolio, ma anche energetici «perché – prosegue il presidente di Cia Ferrara – si parla anche di stime sul gas a 63 euro/MWh: un vero disastro. In questo contesto la Regione ha previsto un’integrazione straordinaria fino al 50% del quantitativo di gasolio agricolo assegnato alle aziende che hanno già esaurito la quota, per le richieste presentate entro il 31 agosto. Un sostegno importante, ma non sufficiente perché sono troppi ormai i fattori che assottigliano, se non cancellano, i margini di un’azienda per stare in piedi».

Ad esempio l’importante indotto del pomodoro da industria, «che quest’anno sta vivendo un momento molto complesso, perché molte aziende sono state colpite dalle forti grandinate di luglio e poi da settimane di temperature sopra la media. Per chi vedrà cancellate o dimezzate le rese, dopo aver investito anche 8-9 mila euro all’ettaro, ogni euro in più speso per il carburante, o per le operazioni colturali anch’esse aumentate in maniera esponenziale, peserà come un macigno sul reddito aziendale. Credo – continua Piva – che ormai si possa parlare senza dubbio di emergenza continua, che diventa danno strutturale. Sappiamo che non si può fare molto per cambiare gli equilibri internazionali, ma chiediamo al Governo una profonda attenzione al settore e una riflessione seria: vogliamo che si continui a produrre in Italia? Vogliamo perseguire l’autosufficienza alimentare? Domande cruciale a cui occorrerà rispondere non tra due o tre anni ma nei prossimi mesi, per capire quale prospettiva e sostegno concreto dare alle nostre aziende e all’agricoltura del territorio. Perché altrimenti l’unica scelta imprenditoriale possibile sarà non coltivare più».

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