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Ferrara, aule aperte per 250 bambini: la scuola d’agosto non è utopia

Andrea Mainardi
Ferrara, aule aperte per 250 bambini: la scuola d’agosto non è utopia

È iniziata ieri (31 agosto) la sperimentazione di due settimane finanziata dalla Regione. Hanno aderito dieci istituti nei quali il Comune realizzerà attività e laboratori

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Ferrara Come aiutare i genitori in queste settimane di transizione tra fine delle vacanze ed inizio dell’anno scolastico, contribuendo ugualmente all’offerta formativa da proporre ai bambini nelle scuole primarie? La risposta ha tentato di darla la Regione Emilia-Romagna con “La scuola che riparte insieme”.

Sono ottomila i bambini coinvolti nell’iniziativa in tutta la regione distribuiti in 150 istituti scolastici disseminati in 42 comuni. Numeri importanti, possibili grazie ai quasi tre milioni di euro di stanziamento regionale, che hanno permesso ieri 31 agosto l’inizio delle attività che dureranno fino al 14 settembre. Il giorno seguente inizierà l’anno scolastico vero e proprio. Tornando ai dettagli di questa sperimentazione, è bene specificare che non si tratta di lezioni in classe vere e proprie ma in molti casi di laboratori didattici gratuiti i quali possono vertere sulle materie più disparate da svolgersi nella mattinata dalle 8.30 alle 12.30, evitando così ai bambini delle scuole primarie l’esposizione eccessiva alle temperature ancora alte di questa fine estate.

Nel Ferrarese, al cui territorio è stato elargito un contributo regionale di 80.500 euro per l’iniziativa, sono svariati gli istituti che ieri hanno aperto le proprie porte. Si tratta dei Comprensivi: Corrado Govoni, Alda Costa, Filippo De Pisis, Giorgio Perlasca, Dante Alighieri, Cosmè Tura, Alberto Manzi e Don Lorenzo Milani. Hanno aderito poi anche le scuole paritarie San Vincenzo e Sant’Antonio per un totale di 250 alunni coinvolti.

«Questa sperimentazione rappresenta un’opportunità importante per Ferrara e per le famiglie del nostro territorio – aveva affermato in fase di presentazione dell’iniziativa l’assessora alla Pubblica Istruzione Chiara Scaramagli –. Essere tra i Comuni individuati dalla Regione per dare avvio a questo progetto significa poter offrire un servizio innovativo che coniuga sostegno concreto alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro con la qualità dell’esperienza educativa. È altrettanto significativo che abbiano aderito, in maniera così ampia, sia gli istituti statali sia quelli paritari: è il segno di una comunità educante capace di fare rete e di collaborare nell’interesse dei bambini e delle loro famiglie».

Tra gli istituti che hanno avuto più iscritti c’è il Cosmé Tura di Pontelagoscuro che ieri ha iniziato le proprie attività di laboratorio con 25 alunni nella succursale in via Battara nel quartiere Barco.

Ad ampliare il discorso è poi Simonetta Giannini, coordinatrice di plesso del Comprensivo De Pisis: «Abbiamo aderito convintamente a questo progetto organizzando l’attività in due moduli, uno per settimana. Il primo sarà di teatro mentre il secondo avrà come argomento la lingua inglese. Il Comune ci ha messo a disposizione degli specialisti che cureranno questi laboratori che si tengono presso la scuola elementare Giacomo Matteotti”.

«Inoltre – prosegue Giannini – ci è stata fornita disponibilità di personale qualificato per il sostegno in caso di bambini con disabilità. Abbiamo avuto 25 iscritti al primo modulo e 18 al secondo. I genitori ci hanno dato un buon riscontro, vedremo poi di stilare un bilancio una volta finita questa sperimentazione». Uno degli aspetti più positivi relativi a questi laboratori, è sicuramente la multidisciplinarietà offerta che amplia la scelta per le famiglie.

Un esempio è quello offerto dal Comprensivo Don Milani. «Il nostro laboratorio – racconta la dirigente scolastica Magda Iazzetta – si svolge al PalaFerio di Cocomaro di Cona ed è incentrato su attività fisica e socializzazione. Come in tutti gli altri casi, si tratta di moduli gratuiti e aperti a tutti i bambini dell’istituto e ad aderire sono stati una ventina di alunni. Il Comune ha collaborato attivamente per poter realizzare questa iniziativa e da parte dei genitori abbiamo visto che c’era davvero tanta attesa».

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