Inala il gas della bomboletta: detenuto muore nella notte nel carcere di Ferrara
Tragedia all’Arginone, tra un anno il giovane sarebbe stato scarcerato
Ferrara Tragedia nella notte tra sabato e domenica nel carcere di via Arginone. Un detenuto tunisino di 25 anni intorno alle 4 è morto a causa dell’uso improprio del gas delle bombolette con cui i detenuti cuociono il cibo. A renderlo noto è stato Roberto Cavalieri, garante regionale delle persone private della libertà, il quale ha evidenziato la pericolosità di tali sostanze se utilizzate al di fuori della loro funzione prevista, potendo causare purtroppo conseguenze fatali.
Il giovane era arrivato nella casa circondariale ferrarese dal carcere di Reggio Emilia, dove era stato sfollato per ordine e sicurezza da quello di Modena. Qui era tornato in cella dopo aver infranto le restrizioni di una misura alternativa alla detenzione. A quanto risulta, non presentava un rischio suicidario nonostante avesse tentato dei gesti autolesionistici in cella. Avrebbe dovuto scontare un altro anno di reclusione.
L’uso e la detenzione delle bombolette di gas da campeggio da parte dei detenuti all’interno delle carceri italiane è un tema estremamente delicato e regolamentato, al centro di forti dibattiti legati alla sicurezza e alla salute pubblica. I sindacati di polizia penitenziaria e i garanti dei detenuti sollevano da tempo notevoli preoccupazioni legati a questo strumento. Il problema più grave è il cosiddetto “sballetto”: molti detenuti inalano intenzionalmente il gas per ricercare uno stato di euforia o alterazione artificiale, abuso che può provocare casi di intossicazione grave e decessi per arresto cardiaco o asfissia.
In via Arginone (presenza media di 410 detenuti a fronte di 244 posti regolamentari) nello scorso maggio un detenuto di 45 anni era morto a causa di un malore fatale improvviso nella propria cella, in marzo invece il decesso di un 55enne per soffocamento causato da un pezzo di carne durante i pasti.
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