Argenta, treni in ritardo ma vengono puniti gli studenti
La protesta: «Riparte l’anno, stessi disagi. Tper agisca su orari e bus. Noi senza colpa»
Argenta L’anno scorso il suo voto in condotta è stato abbassato da 9 a 8 per un accumulo dei cosiddetti “ritardi brevi”. Ma la mancanza di puntualità nel varcare il cancello scolastico non è dipesa dalla negligenza dello studente - del resto immune da sanzioni disciplinari - ma dai frequenti e ormai cronici sforamenti dei tempi della linea ferroviaria Argenta-Ferrara, soprattutto - sottolinea la mamma dello studente argentano - quello delle 7.05, che arriva alla stazione di Ferrara troppo tardi per riuscire a prendere l’autobus. «I ragazzi devono correre con gli zaini pesanti sulle spalle, ma quando il treno è in ritardo gli autobus non li attendono. Ancora peggio, durante il periodo scolastico il numero degli autobus urbani non è calibrato sul numero degli utenti-studenti». La conseguenza è che molti restano a terra perché il mezzo è troppo affollato. È perfino successo che qualcuno rimanesse «intrappolato nelle porte di chiusura, fino a farsi male fisicamente».
Un disagio non da poco per i ragazzi che provengono da Argenta e frequentano gli istituti superiori di Ferrara, specie quelli collocati nelle zone più periferiche «e per i quali è necessario attraversare quasi tutta la città in orario di punta e intenso traffico e semafori rossi». Tutte variabili su cui gli studenti non hanno nessun controllo, ma i cui effetti negativi ricadono sulle loro pagelle: «Questi ritardi poi - va avanti la mamma – vengono classificati dalle scuole come “ritardi brevi”, che però se troppo numerosi nel corso dell’anno scolastico vanno ad abbassare di un punto il voto di comportamento nella scheda di valutazione. Spesso se il ritardo supera i 10 o 15 minuti rispetto all’ingresso a scuola, i ragazzi entrano l’ora successiva, perdendo così momenti di lezione importanti e restando a vagare per la città o nei pressi dell’istituto».
L’amarezza aumenta se si considera che «paghiamo 450 euro per l’abbonamento annuale Tper che comprende treno e autobus. Non sono pochi, ma il punto non è il costo, il punto è il servizio che non viene garantito. Il problema potrebbe risolversi se l’abbonamento includesse anche la corriera che all’andata accompagnerebbe i ragazzi fino a piazzale Medaglie d’Oro, non costringendoli poi ad attraversare tutta la città per raggiungere le scuole. Ma al ritorno dovrebbero servirsi del treno, perché con la corriera finirebbero per tornare a casa un’ora più tardi, verso le 16. Ma un abbonamento comprensivo dei tre mezzi non esiste: o treno e autobus o corriera e autobus, e il tutto senza calibrare adeguatamente tempi e numero dei mezzi».
Una questione che si sta ripresentando identica ora che l’anno scolastico sta ricominciando. E se si sta cercando un dialogo con la scuola, «parlare con Tper è più complicato. C’è una mail e un call center, ma per esporre le nostre ragioni avremmo bisogno di un contatto più diretto. I nostri figli non possono affrontare altri quattro anni di scuola con questo carico aggiuntivo di stress, e la mortificazione di essere puniti senza averne colpa».
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