Ferrara, la Coltelleria Biolcati chiude dopo 130 anni: «Troppo degrado»
Continuano le difficoltà dei commercianti storici di via San Romano
Ferrara Con la fine dell’estate è anche tempo di tirare le somme per i commercianti di quella che una volta era la via dello shopping ferrarese: San Romano. Da anni il grido d’allarme degli esercenti, i quali devono fare i conti con degrado e fatturati sempre più magri, cerca a fatica di farsi sentire. Il Comune ha provato a rilanciare il commercio di qualità tramite il progetto “Affittami” avviato nel 2025 e prorogato fino a fine 2026, il quale consiste nell’erogazione di contributi per il pagamento dei canoni di locazione per nuove attività situate nel centro storico. In vista del nuovo hub urbano, inoltre, in via San Romano era stato dato un stop alle aperture di attività di tipo alimentare ed era stato imposto l’obbligo di rispettare regole di decoro, qualità di prodotti e sostenibilità ambientale.
Iniziative lodevoli, certamente, le quali però non sembrano ancora riuscite ad imporre un cambio di passo al commercio di via San Romano e del centro storico in generale. Tra le attività ancora in grado di distinguersi lungo la via c’è Zazie, ristorante che da anni è un punto di riferimento per la cucina vegetariana e vegana. «Negli ultimi tempi abbiano notato un peggioramento del commercio – spiega il titolare Lorenzo Lucchi –. Si stanno spegnendo le classiche attività di “retail” e si sta andando verso un tipo di offerta che sembra privilegiare anche una qualità inferiore. Siamo qui ormai da undici anni e mezzo ed abbiamo anche notato una riduzione del traffico pedonale».
A proposito di negozi che ancora riescono a non cadere nella banalità, anche Marco Martinelli della Città del Sole racconta: «Solitamente il periodo estivo è un po’ un dramma per attività come la nostra, visto anche il gran caldo. È un discorso generale che si verifica anche nel nostro punto vendita di Padova. A Ferrara poi la città si svuota e le persone vanno verso il mare. Diciamo che per via San Romano non hanno aiutato i lavori di piazza Travaglio che impediscono il parcheggio e quasi l’accesso all’area. Questo si unisce ai concerti che occupano il centro bloccando il flusso delle persone. In generale c’è un cambio generazionale in atto con l’addio delle botteghe e il proliferare di negozi di servizi o telefonia. Credo che in questo modo si perda la particolarità dei negozi e quella tipicità che si poteva trovare facendo acquisti in centro. Se ci mettiamo anche la concorrenza dei centri commerciali e dell’online, arriviamo esattamente al punto in cui siamo oggi».
Alcune attività resistono e invece c’è chi decide di dire “basta”. La chiusura a dicembre della Coltelleria Biolcati sarà infatti un altro pezzo di commercio storico che se ne va proprio alle porte del 130º anno di attività. «Il 24 dicembre sarà l’ultimo giorno di attività – spiegano con malinconia i titolari – e chiudiamo dopo una storia lunghissima nonostante la proprietà dell’immobile ci sia anche venuta incontro per quanto riguarda l’affitto. Ci siamo trasferiti qui nel 2017 dalla storica sede di via Ragno ma tutto è cambiato». I commercianti proseguono: «Di fianco a noi c’è un negozio sfitto ormai da un paio d’anni che è diventato il ritrovo di persone ubriache o senza fissa dimora. La botta finale l’ha data la chiusura di piazza Travaglio sommata all’aumento delle tariffe per i parcheggi. I Buskers sono stati un esempio perfetto: quando la manifestazione era completamente libera, tenevamo il negozio aperto anche la sera mentre ora si fa a gara a chi chiude prima. Non ne facciamo tanto un discorso legato all’amministrazione della città, quanto più di un portafoglio dei ferraresi ormai sempre più leggero».
Ci sono anche da fare considerazioni sullo stato di via San Romano: «La liberalizzazione delle licenze non ha incentivato la qualità del commercio, anzi. Nella nostra attività venivano persone da tutta Italia anche disposti a spendere belle somme di denaro, ma se oggi un cliente del genere deve addentrarsi in una via facendo slalom tra ragazzini in monopattino e i questuanti, non tornerà di certo. Un altro aspetto da migliorare sarebbe anche la pulizia della via ed i relativi controlli nei confronti dei “furbetti”». Un altro capitolo del commercio ferrarese quindi si avvia mestamente alla fine e potrebbe non essere l’unico da qui a qualche mese. Di soluzioni radicali sullo sfondo, ancora non se ne vedono.
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