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Debutta l’auto elettrica dell’Università di Ferrara: «Finalmente in pista, siamo fieri»

Fabio Terminali
Debutta l’auto elettrica dell’Università di Ferrara: «Finalmente in pista, siamo fieri»

La monoposto da competizione costruita dai ragazzi della Squadra Corse sul circuito di Varano

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Ferrara Il sogno si è realizzato. La fatica è stata ripagata da una soddisfazione enorme. All’inizio c’erano quattro cerchioni, ritrovati nel 2003 in un sotterraneo: ne scaturì un prototipo che concretizzò la visione del compianto professor Roberto Bettocchi. Adesso l’auto, tutta nuova, corre in pista. L’Università di Ferrara sfreccia che è un piacere.

La monoposto elettrica realizzata dagli studenti ha debuttato pochi giorni fa sul circuito di Varano de’ Melegari (Parma) in Formula Sae, la competizione universitaria internazionale di design ingegneristico che prevede la progettazione e la produzione di un’auto da corsa. Ci ha lavorato un gruppo di circa 40 studentesse e studenti di diversi dipartimenti, guidati dal docente Alessio Suman. Al volante per il debutto c’era Christian Falavena.

«Qualche annetto fa, quando abbiamo deciso di riaprire Ferrara Squadra Corse eravamo cinque o sei disperati, in senso positivo, che non avevano la minima idea della montagna di lavoro che avrebbero avuto davanti – racconta Christian, laurea triennale in ingegneria meccanica, ora specializzando in laurea magistrale –. Ogni tanto ci ripenso e penso proprio che a crederci al tempo non avevo proprio capito niente. Era però quella sana follia da primo anno di università che ti porti dietro sopravvalutandoti anche un po’. Tutto quello che avevamo di nuovo era una lavagna e pochi gessi. Quello che abbiamo oggi – prosegue Christian Falavena, team leader del progetto – è una vettura elettrica con l’architettura più tosta da mettere a punto di tutta la competizione: nell’ignoranza di qualche anno fa, chi lo avrebbe mai saputo che non sarebbe stato affatto facile?».

È stato davvero un lavoro durissimo: Christian e gli altri ragazzi ritornano con la mente «ad ogni singola notte in cui ci siamo svegliati pensando a come migliorare un componente, ad ogni singola core hour di simulazione Cfd, ad ogni singolo grammo di stagno posato sui Pcb pieni di frasi strane ed easter eggs, ad ogni file Excel riempito impropriamente, ad ogni file Cad lasciato ipervincolato senza colpo ferire, alle urla, al sudore, al bicomponente che ti sporca fin sotto le unghie, all’essere scarsi, alle soluzioni last minute che Dio ci ha mandato e chissà perché. A tutto quello che è passato attraverso le nostre menti in questi anni. E anche a chi, spesso, ci guardava con indifferenza».

Quanta soddisfazione c’è ora, quanto orgoglio per tutta Unife: «La fierezza che abbiamo dentro alla fine di questo anno ha ripagato tutti gli sforzi. Siamo state persone unite, complementari nei momenti in cui ci sentivamo scoraggiati e ci supportavamo a vicenda continuando a non fermarci mai. E grazie a tutto questo, Ferrara ha condiviso la pista con tante università prestigiose in giro per il mondo. Questa è Ferrara Squadra Scarsi – sorride Christian –, come ci dicevamo noi, che forse così scarsa non è più».

All’autodromo di Varano c’erano 1.600 studenti, 51 team provenienti da 13 Paesi, 22 squadre italiane e 30 monoposto ammesse alle prove dinamiche. Unife era tra loro. Quanto orgoglio.

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