Traffico incessante e lavori, a Ferrara i residenti di via Ravenna fanno lo slalom tra i disagi
Le richieste del quartiere Garbini: «Controlli sulle manovre pericolose e sul transito dei mezzi pesanti, attenzione ai disagi dei cantieri e risposte sulle condizioni della strada»
Ferrara Le code al mattino e alla sera, i clacson, i mezzi pesanti davanti alle abitazioni. E poi le luci dei cantieri, gli odori e la paura di muoversi lungo una strada dove, secondo chi ci abita, continuano a vedersi manovre pericolose. Da via Ravenna arriva la protesta di chi chiede attenzione per il tratto vicino alla statale 16 e al raccordo autostradale per il mare.
Disagi e nodo sicurezza
«Questi lavori stanno andando avanti da troppo tempo e i disagi sono continui – racconta una residente – . Ci troviamo con code lunghissime sia la mattina sia la sera. Ci sono gli strombazzamenti, l’illuminazione forte dei lavori, i fumi e gli odori di gasolio e dei materiali utilizzati per rifare la strada. Siamo esausti». Un insieme di problemi che, nelle parole della donna, pesa sulla quotidianità di chi vive a pochi metri dal traffico. Alle difficoltà legate ai cantieri e alle deviazioni si somma una preoccupazione ancora più forte: la sicurezza. «Si vedono sorpassi azzardati, manovre che fanno paura. Io faccio fatica anche solo a pensare di andare in bicicletta su questa strada. Uso lo scooter, ma andando avanti con l’età diventa un problema anche quello: si esce sperando di non farsi male».
Camion
C’è poi il passaggio di numerosi camion che utilizzano via Ravenna come percorso alternativo al raccordo. «Passano tanti tir che non dovrebbero essere qui», sostiene, chiedendo verifiche sul rispetto dei divieti e maggiore controllo della circolazione. Anche nelle ore serali, racconta, le deviazioni contribuirebbero ad alimentare il traffico davanti alle case. Il disagio si accompagna alla sensazione di essere rimasti ai margini dell’attenzione pubblica.
Le richieste
La donna richiama il nome con cui ricorda questa parte della città, quartiere Garbini, e rivendica il diritto dei suoi abitanti a essere ascoltati: «Non siamo tanti, ma siamo comunque parte della comunità». Tra le richieste c’è quella di intervenire sulla velocità dei veicoli, valutando strumenti di controllo come quelli adottati in altre strade cittadine. «Altrove gli autovelox sono stati messi. Anche per via Ravenna se n’è parlato, ma noi continuiamo ad aspettare». Nel suo racconto ricorre anche la difficoltà di capire a chi rivolgersi e come ottenere una risposta concreta. «Ci è stato detto che c’è di mezzo Anas, per la gestione del raccordo, e che questo complica le cose. Ma qualcuno dovrà pur trovare il modo di affrontare il problema». La donna riferisce di essersi attivata con una raccolta di firme e di aver valutato un esposto, salvo poi rinunciare di fronte alle difficoltà incontrate. «Ci voleva troppo tempo e non si riusciva ad arrivare a capo di niente. Alla fine mi sono scoraggiata». Resta però la richiesta di un intervento: controlli sulle manovre pericolose e sul transito dei mezzi pesanti, attenzione ai disagi dei cantieri e risposte sulle condizioni della strada. «Chiedo all’amministrazione, o a chi ha la competenza, che venga fatto qualcosa. Vorremmo poter uscire di casa e muoverci senza avere paura».
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