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Coperion a Ferrara, giù la maschera: advisor alla prova dei fatti

Alessandra Mura

	Il sit in davanti al palazzo della Regione (foto Federica Graziadei)
Il sit in davanti al palazzo della Regione (foto Federica Graziadei)

La proprietà non ritira i licenziamenti: stato di agitazione e 40 ore di sciopero

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Ferrara L’advisor è stato individuato (anche se non c’è ancora un incarico ufficiale). Il suo compito sarà quello di mantenere in attività l’azienda (anche se la procedura di licenziamento collettivo non è stata ritirata). In tre ore di incontro ieri in Regione la proprietà di Coperion ha lasciato più interrogativi che risposte al tavolo di crisi convocato dall’assessore al Lavoro Giovanni Paglia con i sindacati territoriali, regionali, nazionali, le Rsu e Confindustria. Promesse e rassicurazioni a parole che in realtà non sciolgono affatto i timori sul futuro dell’azienda ferrarese del gruppo multinazionale Hillenbrand controllato dal fondo di investimento statunitense Lone Star Fund.

La proprietà attraverso il suo legale ha affermato di voler mantenere attivo il sito estense con le stesse caratteristiche, un obiettivo che fa a pugni con lo scenario attuale, perché di attivo finora c’è soltanto l’iter di licenziamento collettivo per i 77 dipendenti ferraresi e i 3 colleghi milanesi. Lo stesso assessore Paglia in apertura dell’incontro non aveva nascosto il suo disappunto per il mancato seguito alle sue richieste (nomina dell’advisor e stop agli esuberi); l’avvocata che assiste la proprietà ha invece annunciato di avere sciolto le riserve per la scelta dell’advisor (tra le due opzioni proposte dall’assessore regionale), pur non avendo ancora proceduto a ufficializzare la nomina. Proprio sulla missione del “superconsulente” si erano scontrate le parti al precedente incontro. Compito dell’advisor dovrebbe essere infatti la ricerca di acquirenti interessati a rilevare l’azienda: secondo la proprietà invece l’obiettivo doveva essere la ricollocazione mirata dei dipendenti, non volendo cedere un “pacchetto” di esperienze e professionalità a un competitor, e procedere quindi a una dislocazione di ramo di azienda all’interno della sua stessa galassia.

Ora l’annunciata volontà della proprietà di «mantenere attiva» la sede di via Rotterdam mal si concilia con il conto alla rovescia per i licenziamenti, che secondo la fredda cronologia si concretizzeranno a partire dal 6 ottobre nell’arco di 120 giorni. A questo proposito il legale di Coperion ha promesso che nessuna lettera sarà inviata prima di 60 giorni, tempo ritenuto sufficiente affinché l’advisor porti a termine l’incarico. E durante il quale, peraltro, dovranno essere chiuse anche commesse ancora da evadere dato che Coperion Ferrara, come risaputo, è un sito tutt’altro che in crisi, anzi. Su questi punti in ogni caso- a cominciare dalla missione affidata al consulente - l’assessore Paglia ha dichiarato di voler fare al più presto chiarezza, ed entro 7 giorni riunirà di nuovo il tavolo di crisi regionale. Unico, al momento, luogo di confronto visto che il ministero non ha ancora proceduto a convocare le parti alla fine - senza accordo, della fase sindacale.

Intanto davanti alla sede di viale Aldo Moro i lavoratori Coperion stavano tenendo un presidio. Nello stesso piazzale si è poi svolta l’assemblea col personale. «La risposta delle lavoratrici e dei lavoratori è stata immediata e determinata– si legge in una nota dei sindacati – Di fronte all'incertezza e all'insufficienza delle risposte aziendali, l’Assemblea ha deliberato la prosecuzione dello stato di agitazione e ha proclamato un nuovo pacchetto di 40 ore di sciopero da articolare nei prossimi giorni».

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