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Ferrara, Anas sfiducia l’azienda Collini: «Un’autostrada per ora non si fa»

Annarita Bova
Ferrara, Anas sfiducia l’azienda Collini: «Un’autostrada per ora non si fa»

La precisazione: «L’intervento per la Ferrara-Mare non è inserito a Contratto»

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Ferrara Prima di vedere la Superstrada Ferrara-mare trasformata in Autostrada bisognerà aspettare. Ieri Anas, con una nota, ha sfiduciato l’azienda Collini, la stessa che fino a ieri sera ha ancora sul sito la descrizione dettagliata della “Concessione della progettazione, riqualificazione funzionale ad autostrada e gestione del raccordo autostradale Ferrara-Porto Garibaldi”, con tanto di indicazione della stessa Anas come committente. Dalla Collini nessuna smentita ufficiale e alla richiesta di spiegazioni hanno rinviato a lunedì. Sempre Anas precisa che «l’intervento non è inserito nel Contratto di Programma». Insomma, al momento non ci sono rivoluzioni in vista.

Quello della Ferrara-mare resta comunque un testo molto dolente. Da un lato infatti c’è l’assoluta necessità di riqualificare l’arteria stradale in maniera definitiva, precedendo corsie d’emergenza ed aree di sosta. Dall’altro, ovviamente, il disagio per i pendolare di dover affrontare un eventuale pedaggio che sarebbe inevitabile nel caso di trasformazione in Autostrada. La notizia ha comunque diviso in due l’opinione pubblica. C’è chi sostiene che pagando le condizioni della Super andrebbero a migliorare e chi invece è convinto, come il segretario del Pd di Comacchio Michele Farinelli, che la Ferrara-Mare «è stata costruita con i soldi pubblici. È un collegamento indispensabile per il nostro territorio. Non può diventare il bancomat di chi ogni giorno deve raggiungere Ferrara per lavorare, studiare o curarsi».

Va anche precisato un altro passaggio. Nel Quadro conoscitivo del Prit 2025 (Piano regionale integrato dei trasporti) della regione Emilia Romagna, la Superstrada regionale Ferrara Mare è indicata tra gli interventi infrastrutturali con la denominazione “adeguamento a caratteristiche autostradali”. Il documento riporta anche un costo allora stimato di 634 milioni di euro, con 454 milioni di disponibilità e 180 milioni di fabbisogno, e indicava come ente aggiudicatore il Ministero delle Infrastrutture. Inoltre, il Prit 2025 è effettivamente vigente, essendo stato approvato con deliberazione dell’Assemblea legislativa n. 59 del 23 dicembre 2021. Però attenzione a questo punto. Il Prit distingue tra: raccordo Ferrara-Porto Garibaldi, infrastruttura esistente e adeguamento della Ferrara-Mare a caratteristiche autostradali, inserito tra gli interventi considerati dal Piano. E poi c’è la Cispadana, che è un’opera distinta e che il Prit considera anch’essa nella rete infrastrutturale regionale.

Quindi è vero, il Prit 2025 contiene l’ipotesi/progetto di adeguamento della Ferrara-Mare a caratteristiche autostradali. Questo è un dato ufficiale del Piano. Ma l’inserimento nel Prit non equivale da solo all’autorizzazione alla trasformazione in autostrada né significa che i lavori debbano necessariamente partire: servono finanziamento, progettazione, autorizzazioni e gli ulteriori atti necessari. Il Prit tratta dunque separatamente il raccordo Ferrara-Porto Garibaldi. È vero, non bisogna leggerlo come se avesse già autorizzato la trasformazione della Ferrara-Mare in autostrada: è infatti uno strumento di pianificazione e programmazione ma l’idea di un’autostrada non è mai tramontata al netto dello strappo tra Collini e Anas.  

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