Jannotti, una vita in prima linea ad Argenta: «Ora vado in pensione»
Laurenza ha trascorso 35 anni al Pronto soccorso dell’ospedale Mazzolani Vandini
Argenta Ben 35 anni trascorsi come medico al Pronto soccorso dell’ospedale Mazzolani Vandini di Argenta: una vita a salvare e assistere vite umane. La dottoressa Laurenza Jannotti dai primi di novembre 2026 e con un anno d’anticipo (il suo contratto sarebbe scaduto il 31 dicembre 2027), ha deciso di andare in pensione.
Dal 14 dicembre 2022 svolge il ruolo di responsabile del reparto di Pronto soccorso ad Argenta, coordinando le attività di emergenza-urgenza intraospedaliere e integrate con il territorio. Nella domenica sera del 20 settembre, alle 21, era regolarmente al suo posto, nell’ambulatorio del Pronto soccorso del Mazzolani Vandini, a svolgere l’ultimo turno di servizio.
«Non è più la sanità di una volta»
Indossata la divisa e supportata dai suoi team, si è subito messa a disposizione di coloro che avevano bisogno delle sue attenzioni professionali. «Sono 35 anni solo ad Argenta – racconta la dottoressa -, un’esperienza fantastica, che ha inciso nella mia vita e che rifarei in qualsiasi momento. Vado via prima perché non è più il momento, non è più la sanità che avevamo quando abbiamo cominciato. Esco con amarezza e pensando alle generazioni future, ai giovani medici che stanno iniziando. Mi ritengo una professionista seria e faccio molta fatica e farmi stare bene tutto».
Una vita per gli altri: «Li ho amati dal primo all’ultimo»
Fin da quando saliva sull’ambulanza del 118 – cosa che oggi non avviene più -, assieme all’autista e l’infermiere professionale, per giungere su un incidente stradale o entrare in un’abitazione dove c’era da salvare la vita di qualcuno, lei non si è mai tirata indietro. Elencarli tutti è praticamente impossibile. Così pure è difficile catalogare interventi che hanno messo a repentaglio la propria vita tipo le persone violente o “particolari” oppure entrare nelle case sature di monossido.
Dottoressa chi vuol salutare? «Tutti i miei pazienti simpatici – dice sorridendo -, che ce l’hanno fatta, che sono ancora qui, così pure tutti quelli estremamente antipatici che rimangono tali, che non rimpiangerò e che non mi rimpiangeranno ma loro sanno che io li ho amati dal primo all’ultimo e che ho fatto tutto quello che ho potuto con i miei mezzi.
Ovviamente c’è chi ancora mi ringrazia quando mi incontra e chi so che non ha nessuna intenzione di farlo, ma fa parte del mio mestiere anche questo. E come dico sempre: il medico è bravo quando ci prende». Negli ultimi tempi, gli ambulatori dei pronto soccorso di stanno animando di giovani colleghi. «Sarà dura molto dura - il commento -. Questa professione richiede tanti sacrifici e meriterebbe molta più attenzione. Ma alla fine salvare vite umane è una sensazione impagabile».
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