Alunni stranieri in provincia di Ferrara: una scuola su cinque supera il 30%
Nel solo comune di Ferrara oltre la soglia ci sono 19 istituti su 94
Ferrara La diversità culturale e linguistica nelle classi: esiste una soglia oltre la quale si trasforma da risorsa ad ostacolo per l’apprendimento? Il Governo sembra improntato a stabilire per legge un tetto massimo del 30% di gli stranieri in ogni classe. Un provvedimento che riguarderebbe da vicino molti plessi del Ferrarese.
Sono 55 su 268, poco più di una su cinque, le scuole della nostra provincia nelle quali gli studenti senza cittadinanza italiana rappresentano oltre il 30% degli iscritti. Questo dato, che è riferito all’anno scolastico 2024-2025, emerge dall’elaborazione delle informazioni pubblicate dal Ministero dell’Istruzione e consente di osservare il fenomeno in tutti i 21 comuni ferraresi. Ferrara ne concentra il numero assoluto maggiore: 19 scuole su 94, il 20,2% del totale comunale. Da sole rappresentano quasi il 35% delle 55 scuole sopra soglia dell’intera provincia. Nel capoluogo si trovano anche alcune delle percentuali più elevate: 71,9% al Villaggio Ina (Barco), 68,1% nella materna dello stesso quartiere, 58,3% alla Poledrelli, 55,5% nella sede presso la Casa circondariale e 53,2% alla Guarini. In provincia è Portomaggiore il territorio con l’incidenza più elevata: cinque scuole su sei superano il 30%. La percentuale di alunni senza cittadinanza italiana, nel Portuense, raggiunge il 57,6% alla Maria Montessori, il 48% nella scuola media e il 45,1% alla Ida e Rina Nigrisoli.
Seguono Bondeno, dove sono sopra soglia sei scuole su nove, pari al 66,7%, e Riva del Po, con quattro su sette e un’incidenza del 57,1%. A Bondeno il valore più alto, il 68,7%, si registra nella scuola di via Virgiliana-Lezzine. Valori significativi emergono anche a Fiscaglia, dove tre scuole su sette superano il limite, e a Terre del Reno, con quattro su dieci. Le rispettive incidenze comunali sono del 42,9 e del 40%. A Fiscaglia oltre la metà degli alunni non ha la cittadinanza italiana alla Bruno e Maria Feggi di Migliarino, con il 53,4%, e alla Pascoli di Massa Fiscaglia, con il 52,7%. A Terre del Reno il dato più alto è il 44% della scuola di via Gramsci a Mirabello. A Cento sono otto su 36 le scuole oltre il 30%, pari al 22,2%, mentre ad Argenta sono tre su 18, il 16,7%. Una sola scuola supera la soglia a Tresignana, Codigoro e Copparo. Nessun superamento risulta invece a Comacchio, Goro, Jolanda di Savoia, Lagosanto, Masi Torello, Mesola, Ostellato, Poggio Renatico, Vigarano Mainarda e Voghiera. L’assenza di scuole sopra il limite non equivale però all’assenza di alunni stranieri: a Poggio Renatico, per esempio, alcune sedi si collocano tra il 22 e il 25%, mentre a Jolanda di Savoia il valore massimo è del 25,4%.
In generale la soglia del 30% non è del tutto nuova. Era già prevista “di norma” da una circolare del 2010, con possibilità di deroga in base alle caratteristiche del territorio. Trasformarla in un limite stabilito dalla legge pone però problemi applicativi, soprattutto nei comuni e nei quartieri in cui la popolazione scolastica è costituita da una forte componente migratoria. Sul tema è intervenuto anche il presidente dell’Associazione nazionale presidi Antonello Giannelli che, pur definendo condivisibile l’obiettivo didattico, ha sottolineato però quanto sarebbe difficile rispettarlo nelle scuole dell’infanzia e primarie, dove le famiglie per le iscrizioni seguono generalmente il criterio della vicinanza. Nel leggere i numeri ferraresi infine resta necessaria una distinzione. Le statistiche disponibili classificano gli studenti in base alla cittadinanza e non misurano né il luogo di nascita né la padronanza della lingua italiana. Comprendono quindi anche ragazzi nati e cresciuti in Italia.
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