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Il lutto

Bevilacqua, ha un malore mentre è in officina dal fratello: Cavicchi muore a 58 anni

Davide Bonesi
Bevilacqua, ha un malore mentre è in officina dal fratello: Cavicchi muore a 58 anni

Vani i soccorsi, per Gino non c’è stato nulla da fare

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Bevilacqua Ha destato vasto cordoglio l’improvviso decesso di Gino Cavicchi, per gli amici “Ginone”, avvenuto venerdì pomeriggio 25 settembre, in via Ugo La Malfa a Bevilacqua, nella parte della frazione centese che si trova sotto il comune di Crevalcore. Cavicchi - come spesso faceva - era andato a trovare il fratello, il quale ha una piccola attività di torneria a Bevilacqua. Ed erano lì da alcune ore, insieme anche ad altri amici, quando Cavicchi ha detto ai presenti di non sentirsi molto bene, erano già le avvisaglie di un malore arrivato pochi minuti dopo, attorno alle 15.30.

Immediata la chiamata alla centrale unica di emergenza 112, mentre i presenti hanno lungamente provato a praticare la rianimazione cardiaca. Sul posto sono arrivate l’ambulanza e l’elisoccorso con il personale sanitario, oltre ai carabinieri della stazione di Crevalcore per i controlli del caso, ma per Cavicchi c’è stato nulla da fare e il personale medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso. E la notizia è circolata molto velocemente nel piccolo paese.

Impegno e amici

Gino Cavicchi aveva 58 anni, era originario di Cento, lascia la moglie e il figlio, oltre al fratello, gli altri tra familiari e parenti ma, soprattutto, i tanti amici. Cavicchi era infatti una persona molto conosciuta un po’ in tutto il Centese e ovviamente a Bevilacqua, dove abitava da tanti anni.

Cavicchi era una persona che amava stare in compagnia e in particolare era il tipo di uomo che non si tirava di certo indietro quando c’era bisogno di aiutare gli altri. Un esempio concreto lo si è avuto tre estati fa, quando Cavicchi e altre persone della frazione centese si sono attivate per portare beni di prima pulizia e sanificazione a Conselice, località del Ravennate colpita da una devastante alluvione. «Bevilacqua c’è, grazie a chi ha contribuito», il messaggio suo e delle altre persone del paese che si erano attivate effettuata la donazione del materiale. Un modo anche per ricambiare gli aiuti ricevuti da tutto il Centese in occasione del terremoto del 2012, quando ancora una volta Cavicchi era lì per dare il proprio contributo.

E poi erano tante le passioni del 58enne (era nato il 27 gennaio del 1968), intanto era appassionato di calcio ed era un tifoso del Bologna, poi era un norcino e così ogni inverno era lì a lavorare per rispettare la tradizione della “pcarìa”, la nostra antica usanza della lavorazione e macellazione del maiale. Un modo anche per stare in compagnia, tutti insieme, e per tenere unita una comunità molto piccola come quella bevilacquese.

Come detto, tra venerdì sera e ieri, 27 settembre, in tanti a Bevilacqua hanno ricordato l’amico che non c’è più. E adesso si attende solamente che venga concesso il nullaosta e la restituzione della salma, per fissare la data con la quale dare l’ultimo saluto a Gino Cavicchi e abbracciare sua moglie, il figlio e tutti i suoi cari.

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