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Ferrara, sorprende i ladri in casa: professore di Unife aggredito e colpito alla testa

Alessandra Mura
Ferrara, sorprende i ladri in casa: professore di Unife aggredito e colpito alla testa

Brutta disavventura per il docente universitario ferrarese Livio Zerbini. «Ero al battesimo di mio nipote, la vicina ci ha avvisati che erano entrati nell’abitazione»

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Ferrara Aggredito dai ladri sorpresi a rubare a casa del fratello, e colpito alla testa con un piede di porco. «Solo una decina di centimetri più in là, e forse non potrei essere qui a raccontare quello che è successo», afferma il professor Livio Zerbini, docente di Unife. È appena uscito dal pronto soccorso, dove ieri pomeriggio, 27 settembre, la Tac ha scongiurato conseguenze gravi e i medici gli hanno praticato i punti di sutura per rimarginare una ferita di quindici centimetri e gli hanno medicato una mano. Poche ore prima, alle 12.30, l’aggressione che ha turbato un giorno di festa. «Ero a Sermide dai miei fratelli per un battesimo – riferisce – quando una vicina ha chiamato per avvisare che era in corso un furto a casa di mio fratello. Abbiamo subito avvertito il 112, poi io, mio fratello e mio nipote poliziotto abbiamo raggiunto la casa». Una volta arrivati, si sono trovati di fronte i malviventi: quattro che si erano introdotti nell’abitazione, e il quinto che li aspettava a bordo di una Bmw. «Appena si sono accorti di essere stati scoperti si sono precipitati fuori. Io ero il primo in cui si sono imbattuti e per farsi largo uno di loro mi ha colpito sulla testa e a una mano. Sul momento pensavo che impugnasse un oggetto di plastica, ma subito dopo mi sono accorto che stavo sanguinando e mi sono reso conto che ero stato picchiato con un piede di porco, con conseguenze che potevano risultare anche letali».

Anche il fratello del prof Zerbini è rimasto ferito a una mano, ma ad avere la peggio è stato decisamente il docente ferrarese.

Al pronto soccorso, il personale sanitario ha confermato il pericolo corso: «I dottori mi hanno spiegato che bastava una differenza di dieci centimetri perché il trauma potesse costarmi anche la vita. La botta per fortuna ha raggiunto la parte alta della testa, quella più dura, così dopo i controlli e la medicazione sono stato dimesso. Ma sono stati momenti davvero spaventosi».

Uno dei ladri è stato bloccato dal nipote poliziotto e poi condotto in caserma. I complici invece, dopo essersi fatti largo con la violenza, sono riusciti a scavalcare la recinzione, a risalire in macchina e a fuggire.

Il professor Zerbini ha voluto condividere la sua disavventura sui social con un brevissimo post “Al pronto soccorso. Aggredito da ladri e colpito alla testa”, che ha suscitato molte reazioni preoccupate e manifestazioni di solidarietà e affetto: «Ho voluto più che altro fornire un’informazione per avvisare le persone, perché purtroppo questi episodi possono capitare a tutti e bisogna sempre fare molta attenzione».

Una volta tornato a casa, il professor Zerbini ha comunque deciso che questa bruttissima avventura non avrà il potere di influenzarlo e stravolgere la sua agenda: «È andata bene, mi sento a posto. Sono uno stakanovista e voglio rassicurare studenti e colleghi che oggi terrò come previsto la mia lezione di storia romana all’Università».

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