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L’episodio

Cento, paziente di 90 anni precipita dalla finestra dell’ospedale

Davide Bonesi
Cento, paziente di 90 anni precipita dalla finestra dell’ospedale

L’anziano vigaranese era ricoverato al Santissima Annunziata, adesso si trova a Cona. La nipote: «La finestra andava chiusa». Sporta denuncia ai carabinieri

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Cento È sabato, alle 17 un 90enne di Vigarano Mainarda viene portato dalla nipote al Pronto soccorso dell’ospedale di Cento. Fatica ad andare in bagno e il personale sanitario dopo una relativamente veloce presa in carico (alle 23 era in camera) decide di ricoverarlo e già domenica mattina viene sottoposto a intervento. All’ora di pranzo, infatti, l’anziano è lucido nel ricevere la visita di nipote e sorella, madre della nipote. Ma alle 4.19 di ieri mattina è la stessa nipote a ricevere la chiamata dall’ospedale di Cento: lo zio è caduto dalla finestra al primo piano ed è stato trasportato d’urgenza al Sant’Anna di Cona. Una caduta rovinosa, ha battuto la testa riportando gravi ferite, così come al torace: ora è tenuto sotto stretta osservazione, «ma ci ha appena detto che vuole venire a casa», ci ha raccontato nel tardo pomeriggio di ieri la nipote.

Ovviamente i familiari del 90enne sono arrabbiati, tanto che ieri la sorella ha presentato denuncia alla stazione carabinieri di Cento. A raccontarci l’accaduto è la nipote: «Ho portato mio zio al pronto soccorso, era lucido e camminava benissimo, ricevendo i complimenti dal personale presente. Ma faticava ad andare in bagno e così gli è uscita l’ernia e facendo i raggi è stato trovato un pezzo di intestino intasato; per evitare un collasso intestinale è stato ricoverato e domenica è stato operato. Siamo andati a trovarlo all’ora di pranzo e stava bene, era cosciente, ha raccontato cos’era successo ed era lucido. Unica cosa strana ha parlato di pioggia nel corso della notte, ma non è piovuto... Poi alle 4.19 sono stata chiamata perché lo zio si era buttato dalla finestra del primo piano».

Premessa doverosa: non esiste una legge che obbliga gli ospedali a chiudere le finestre, ci sono regole in tal senso in presenza di pazienti psichiatrici, ma non in reparti normali anche se di norma si tende a chiuderle per la sicurezza dei pazienti, per mantenere l’igiene negli ambienti e per garantire una temperatura stabile.

Ma i familiari del 90enne non la pensano così: «Come si fa a non chiudere le finestre? La camera poi è di fronte alla guardiola, le tapparelle erano giù, come hanno fatto a non sentire che le alzava? Ci hanno detto che lo hanno cercato, attivando le guardie, finché non lo hanno visto a terra ferito. Quando sono stata chiamata mi è stato riferito che lo zio “silenziosamente” si è lanciato dalla finestra, ho solo chiesto dove fossero... Voglio sottolineare che lo zio è autonomo, sabato hanno trovato cuore ed esami del sangue perfetti».

Pronta risposta dell’Azienda Usl: «In merito all’episodio relativo al paziente precipitato da una finestra la notte scorsa all’ospedale di Cento, contattata dalla stampa l’Azienda intende in primo luogo esprimere il proprio dispiacere per il paziente e vicinanza ai suoi familiari, coi quali è disponibile a un incontro, se richiesto. L’uomo, che era ricoverato all’ospedale di Cento per un intervento chirurgico, è stato immediatamente soccorso e trasportato a Cona, dove sta ricevendo le migliori cure possibili. Si ricorda che gli standard di assistenza e sicurezza ai pazienti sono garantiti in tutte le strutture aziendali. Comunque si sta conducendo una verifica interna sull’episodio e l’Azienda è, come di consueto, a totale disposizione degli organi preposti qualora sia chiamata a relazionare sui fatti». 

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