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Il caso

Vittorio Sgarbi ricoverato in terapia intensiva al Gemelli di Roma

Vittorio Sgarbi ricoverato in terapia intensiva al Gemelli di Roma

L’ex sottosegretario sarebbe in gravi condizioni. Il 18 settembre a Ferrara aveva inaugurato la nuova mostra a Palazzo dei Diamanti

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Ferrara Vittorio Sgarbi è ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Gemelli di Roma e sarebbe in gravi condizioni. La notizia è apparsa sul quotidiano online Il Graffio ed è stata confermata da fonti della struttura capitolina. Al momento non si conoscono i motivi del ricovero. 

A Ferrara

Lo scorso 18 settembre Sgarbi aveva partecipato all’inaugurazione di “Da Monet a Van Gogh a Kandinsky”, la nuova mostra allestita a Palazzo dei Diamanti. Pur non senza fatica il critico e presidente di Ferrara Arte aveva preso la parola e affermato: «Questa è un’occasione che rende Ferrara un polo di conoscenza. L’abbiamo fatto con la rassegna dedicata al ’500 ed ora ecco l’800 e l’inizio del ’900: atmosfere e spiritualità. Con l’astrattismo come punto di arrivo. Ferrara assume una dimensione internazionale, mettendo in dialogo artisti italiani e stranieri. Avere ai Diamanti tali autori deve essere ragione di compiacimento».

Anni difficili

Negli ultimi anni Vittorio Sgarbi ha affrontato vari problemi di salute. L’ultimo importante ricovero risale alla primavera del 2025, quando il saggista ed ex sottosegretario ha affrontato una profonda sindrome depressiva che lo ha portato a periodi di isolamento, a una marcata perdita di peso e al rifiuto di alimentarsi. Per questo è stato ricoverato per oltre un mese al Policlinico Gemelli. Lo scorso febbraio il critico d’arte era riapparso in pubblico alla Certosa di Ferrara, visibilmente debilitato fisicamente, con passo incerto e volto piuttosto provato, accompagnato dall'inseparabile compagna Sabrina Colle. Il suo ultimo libro, pubblicato a novembre 2025 da La nave di Teseo, si intitola “Il cielo più vicino. La montagna nell’arte”. In queste pagine Sgarbi accompagna il lettore in un viaggio inedito attraverso la storia dell’arte per raccontare la natura e la montagna interpretata dai più grandi artisti, dal Trecento ad oggi. «Nulla è più vicino all’eterno della montagna e allo stesso tempo niente permette di intendere meglio i limiti dell’uomo, la sua fragilità», aveva scritto. 

Ci sono poi le vicende giudiziarie che hanno calamitato diverse attenzioni: dal quadro di Rutilio Manetti “La cattura di San Pietro” modificato, fino all’indagine della Corte dei conti sulle sue “lezioni” mentre era sottosegretario alla Cultura e in  cui è stato assolto dall’accusa di danno erariale. 

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