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Legionella a Ferrara, i dubbi dei genitori: «I controlli andavano fatti prima»

Stefania Andreotti
Legionella a Ferrara, i dubbi dei genitori: «I controlli andavano fatti prima»

Le famiglie della materna Neruda: «Ora l’assessore Scaramagli chiarisca»

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Ferrara La legionella continua a preoccupare i genitori, soprattutto quelli della scuola per l’infanzia Neruda. L’allerta era scattata il 16 settembre, quando negli impianti idrici dei servizi educativi 0-6 del Comune – oltre alla Neruda anche Cavallari, Trenino e Mongolfiera – era stato rilevato il batterio ed era scattata l’immediata disinfezione oltre all’adozione delle misure precauzionali previste a tutela di bambini e personale. I genitori erano stati rassicurati sul fatto che la situazione fosse sotto controllo e che il monitoraggio fosse costante. Le scuole sono rimaste aperte con rubinetti chiusi, e l’obbligo di coprire il wc con una protezione quando si tira l’acqua. Ma questa situazione allarmante e inattesa ha comunque suscitato nei genitori considerazioni e domande che i loro rappresentanti hanno sottoposto all’assessore Chiara Scaramagli «senza ancora ricevere risposta».

«Da quello che sappiamo – dice Stefano Pelizzola, presidente del Consiglio di Partecipazione – il primo esame è stato effettuato l’8 settembre, esprimiamo dunque innanzitutto vicinanza al personale che è rientrato al lavoro per preparare la scuola il 20 agosto, rimanendo esposto a rischi forse evitabili gestendo diversamente i tempi di analisi. Innanzitutto chiediamo se questi controlli non si potevano già fare prima. A noi la notifica è arrivata solo il 16 settembre, quindi in quel periodo i nostri figli sono stati esposti al rischio di contagio, che per fortuna non è avvenuto. Ora ci hanno detto che i tre cicli con l’acqua a 70 gradi sono già stati effettuati, oltre a uno straordinario, ma ancora non ci risulta che siano venuti a fare l’ultimo campionamento per sapere se il problema è risolto o meno: chiediamo se è stato effettuato e quali tempi ci sono. Intanto possiamo solo sperare che dei bimbi di cinque anni siano abbastanza bravi da rispettare tutte le regole, perché capita che vadano autonomamente in bagno quando la maestra è da sola e non può lasciare il gruppo. Per questo abbiamo deciso di scrivere all’assessore Scaramagli, affinché questa situazione sia fonte di riflessione, senza che la sua risoluzione sia vissuta dall'amministrazione come una fonte di autoassoluzione, su una situazione che non può e non deve ripetersi».

Nella lettera si chiede se fare gli esami a scuola iniziata rientra in tempistiche obbligatorie oppure è possibile anticiparli prima dell’entrata delle persone nella struttura. «Crediamo – scrivono i genitori – che la risposta veloce e apprezzabile possa tramutarsi in futuro in procedure che possano evitare del tutto il rischio».

La comunicazione diventa anche l’occasione per sottoporre un altro tema. «Visto che parliamo di salute delle persone, approfittiamo per chiedere, con ampio anticipo, cosa intende fare questa amministrazione per risolvere un problema che purtroppo non è causato da noi o da questi amministratori, ma la cui risoluzione non può essere tralasciata e rimandata: il caldo nelle scuole. Oramai è ovvio che i mesi di giugno e settembre sono diventati complicati dal punto di vista meteorologico, con temperature estreme e strutture completamente inadeguate, con ambienti con temperature che superano i 30 gradi per l’intera giornata. Di nuovo, il problema riguarda i bambini e le persone che lavorano con loro, il cui benessere non può e non deve essere un optional, visto che sono professionisti costantemente sotto pressione da parte di opinione pubblica e genitori, che da loro pretendono sempre performance, precisione e professionalità». I genitori chiedono se per il 2026/2027 sono previsti interventi sulla struttura che possano almeno in parte rendere gli ambienti idonei ad ospitare i bambini e i professionisti anche nei mesi più caldi dell’anno. Nello specifico auspicano per la Neruda «la ripiantumazione degli alberi che per motivi vari sono stati abbattuti, così da dare ombra alla struttura e ai bambini che sono in giardino». Inoltre, chiedono sistemi temporanei di raffrescamento per i dormitori e anche per le classi.

Una parziale risposta in tema legionella è arrivata mercoledì 30 settembre attraverso le comunicazioni ufficiali del Comune che ha annunciato la conclusione degli interventi nei plessi interessati, tra cui il Neruda, «mentre si resta ora in attesa dei nuovi risultati delle analisi».

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