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La manifestazione

A Ferrara nasce BookaFE, il festival che porta i lettori dai social alle piazze

Antonio J Palermo
A Ferrara nasce BookaFE, il festival che porta i lettori dai social alle piazze

La prima edizione si svolgerà dal 16 al 18 ottobre

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Ferrara Leggono, e leggono tanto. Solo che lo fanno a modo loro: scoprono un romanzo in un video di trenta secondi, lo consigliano con un hashtag, lo raccontano davanti a uno smartphone prima ancora di averlo chiuso. È da questa generazione di lettori, spesso data per persa e invece vivissima, che nasce BookaFE, il festival che dal 16 al 18 ottobre porterà il fenomeno BookTok dentro alcuni dei luoghi più belli di Ferrara: la sala dell’Arengo, Palazzo dei Diamanti, la Prefettura, l’ex Refettorio di San Paolo, Palazzo San Crispino. La prima edizione, organizzata da Confcommercio con Txt, patrocinata dal Comune e sostenuta da Unife, è stata presentata ieri in municipio. A tracciare la rotta è stata l’assessora alle Politiche giovanili Chiara Scaramagli: «Per le nuove generazioni i linguaggi digitali sono ormai parte naturale del modo di conoscere, scegliere e condividere contenuti. Per questo è importante non contrapporre la dimensione digitale a quella più classica della lettura, ma creare occasioni in cui possano incontrarsi». L’obiettivo è doppio: «Avvicinare ragazze e ragazzi ai libri partendo dai linguaggi che frequentano ogni giorno, e allo stesso tempo riportare quei linguaggi dentro luoghi e contesti culturali della nostra città». Perché la lettura, ha concluso, «può assumere forme diverse e continuare a essere uno spazio di scoperta, confronto e partecipazione».

L’intuizione

In Italia, ha ricordato Sara Panceri, responsabile marketing di Txt e ideatrice del festival, sono 2,5 milioni i follower di chi parla di libri sui social, per 2 miliardi di visualizzazioni l’anno. «Abbiamo capito che i giovani leggono, e leggono tanto»: lettori forti, che hanno cambiato il modo di scegliere i libri e di raccontarli, fino a incidere sulle regole stesse del mercato editoriale. Curiosa la genesi del progetto. Quando Panceri ha bussato alla porta del direttore di Confcommercio Davide Urban, la risposta è stata disarmante: «Aspetta, vado a casa a chiedere a mia figlia». Il lunedì successivo è arrivata la telefonata: si fa. Per il presidente Marco Amelio la sfida è proprio questa, «portare i libri ai giovani» là dove oggi nascono le nuove comunità di lettori. Una di loro, Debora Viviani, creator ferrarese nota anche per i suoi video in dialetto, ha ricordato che BookTok nasce negli Stati Uniti nel 2020, nei mesi del Covid, e che da allora la lettura ha smesso di essere un’attività solitaria chiusa in cameretta. La direttrice artistica Noemi Gherrero preferisce parlare di content creator anziché di influencer: è un lavoro, e una delle nuove professioni che il festival vuole esplorare.

Giorno per giorno

Il programma alterna talk, reading, laboratori e itinerari. Venerdì l’inaugurazione all’Arengo con Marcello Simoni, Grazia Scanavini, Simone D’Ercole e Carmelo Romano. Sabato si parla di creator economy, di intelligenza artificiale e di futuro dei media, mentre Valeria Della Valle e Giuseppe Patota dell’Accademia della Crusca, con Fabio Romanini di Unife, ragioneranno sui linguaggi della rete; spazio anche all’itinerario ariosteo con Simoni, a un viaggio dall’Orlando Furioso al romantasy e, in serata, al giallo. Domenica si va da Jane Austen e Tomasi di Lampedusa a Giorgio Bassani, con tanto di passeggiata sulle sue tracce, fino allo “speed date” tra lettori e al confronto finale su intelligenza artificiale e letteratura. In mezzo laboratori per bambini e, venerdì e sabato, serate di soft clubbing. Tre docenti di Unife saranno della partita: per il prorettore Enrico Bracci il festival coglie la natura stessa dell’università, sospesa tra la tradizione del libro e l’innovazione. 

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