Addio mister Benuzzi: è stato l’allenatore più vincente nel mondo dei dilettanti
Eugenio aveva 68 anni. Incredibili le promozioni ottenute con il presidente Mattioli
Cento Ieri, 6 ottobre, una notizia molto dolorosa ha scosso il mondo del calcio. A 68 anni, debilitato da una grave forma di diabete, è morto Eugenio Benuzzi, storico tecnico di prestigiosi club a partire dagli anni Novanta. Noi lo ricordiamo in particolare sulle panchine di Giacomense (dalla Promozione fino alla serie C2), Centese (in C2) e anche Casumaro (Eccellenza). Ma il suo è un palmares unico nel panorama calcistico, tra campionati vinti e panchine importanti. Una carriera iniziata dalle nostre parti e proseguita poi fra Mezzolara, Delta 2000, Correggese, Forlì, Corticella fino all’ultima al Lentigione in serie D, quando tre anni fa ebbe un malore al debutto contro il Mezzolara, tornando poi a guidare la squadra nelle ultime giornate, prima di lasciare la panchina. Ma non solo il calcio, diventando uno dei più attenti osservatori.
Le parole d’affetto
Ovviamente in queste ore sono tantissimi i ricordi di dirigenti, allenatori e calciatori che hanno conosciuto Benuzzi nella sua carriera. Questo il ricordo di Teresa Montaguti, storica dirigente della Centese, dove Benuzzi iniziò la sua avventura di successo: «Umanamente era una persona leale, un puro. Se ne devo parlare dal punto di vista calcistico, difficilmente ho incontrato persone preparate come Eugenio. Conosceva il calcio, lo “masticava”, preparava con meticolosità quasi maniacale le partite. E poi aveva un tratto umano unico, affettuoso, anche se in campo dai giocatori pretendeva tantissimo. E rivendicava con grande orgoglio di essere nato a San Giovanni in Persiceto».
Ovviamente non si può non interpellare Walter Mattioli, che lo ebbe a più riprese alla Giacomense. Una storia incredibile, dalla vittoria in Promozione senza conferma, richiamato con la squadra ormai retrocessa sfiorò una salvezza incredibile per poi ripartire dalla Promozione e vincere subito. Non fu l’unico esonero, ma i grigiorossi con Benuzzi furono promossi in serie D e poi anche in C2, con il tecnico seduto sulla panchina allo stadio “Mazza” di Ferrara. «È stato un grande mister, dal carattere spigoloso. Abbiamo gioito tante volte insieme e in tante altre si è litigato. Nel calcio aveva idee modo chiare, diverse da me quelle su come interpretare i rapporti, eravamo pur sempre dilettanti e i ragazzi andavano capiti, c’erano lavoro e famiglia, ma lui mentalità da professionista e così a volte ci scontravamo. Resta il fatto che è stato il mister più vincente, tre promozioni in categorie molto importanti, venne in Eccellenza, fummo retrocessi e ripartiti con lui abbiamo stravinto il campionato, poi addirittura ci ha portato in serie D e C2. Non posso che avere un bellissimo ricordo e sono dispiaciuto per la famiglia, a cui mando le più sentite condoglianze. Eugenio era una persona speciale, disponibile, con la battuta pronta. Quando salimmo in serie C e venne “Striscia la notizia” i giocatori misero lo striscione “Con Gabibbo in panchina si vince più di prima” e a Militello rispose “I ragazzi pagheranno” e giù risate».
Eugenio Benuzzi lascia la moglie e le due figlie.
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