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Mesola, si sposa per eludere i controlli

Annarita Bova
Mesola, si sposa per eludere i controlli

Un uomo ha preso il cognome della moglie e ha cambiato i documenti. Era stato espulso dall’Italia ma è potuto rientrare con la nuova identità. Ora è in carcere

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Mesola Si è spostato ed ha deciso di prendere il cognome di lei, cambiando in qualche modo la sua identità anche su tutti i documenti. Un gesto d’amore da parte di un uomo di larghe vedute? No. Un escamotage per eludere i controlli di frontiera. Nei giorni scorsi i carabinieri della stazione di Mesola hanno arrestato un 38enne, residente in zona, per la violazione delle disposizioni in materia di divieto di reingresso sul territorio nazionale a seguito di espulsione.

La complessa vicenda ha origine nel recente passato, quando nei confronti dell’uomo era stato emesso un provvedimento di espulsione dal Tribunale di sorveglianza di Bologna, a seguito del quale era stato effettivamente rimpatriato nel proprio Paese d’origine con l’obbligo tassativo di non fare mai più rientro in Italia. Tuttavia, una volta tornato in patria, l’uomo ha verosimilmente ideato un accurato escamotage per eludere i controlli di frontiera: ha contratto matrimonio con una connazionale acquisendone il cognome, ottenendo così nuovi documenti identificativi con i quali, è riuscito a sbarcare nuovamente sul territorio nazionale attraverso la frontiera aerea di Bologna. Tutto sembrava filar liscio fino a quando, lo scorso mese di settembre, il 38enne è stato raggiunto da un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Bologna per l’espiazione di un cumulo di pene di oltre quattro mesi di reclusione, relativo a reati commessi nel 2022. È stato proprio durante le consuete procedure di identificazione che sono sorti dubbi ai carabinieri di Mesola circa la reale identità dell’uomo.

I successivi approfondimenti investigativi, condotti con meticolosità dai militari della stazione di Mesola, hanno permesso di ricostruire l’intera sequenza degli eventi, svelando la reale identità del soggetto e cristallizzando la violazione della normativa sull’immigrazione clandestina, facendo così scattare l’arresto per reingresso illegale.

Nella mattinata di oggi il Tribunale di Ferrara ha convalidato l’arresto disponendo solo formalmente la rimessa in libertà dell’indagato, il quale resta comunque recluso per la precedente condanna, e ha contestualmente disposto la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica di Bologna, competente territorialmente per il luogo d’ingresso alla frontiera aerea. 

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