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Ferrara, ex San Giorgio nel degrado: ma l’Inail vuole 8,5 milioni

Andrea Mainardi
Ferrara, ex San Giorgio nel degrado: ma l’Inail vuole 8,5 milioni

La struttura dal grande potenziale è ancora in vendita ma lo stato di abbandono e degrado iniziano a farsi evidenti

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Ferrara Otto milioni e mezzo di euro per dare un futuro all’ex Casa del Pellegrino. Il complesso di via Messidoro 20, alle spalle della Fiera, compare su Immobiliare.it con un annuncio dell’Inail, proprietaria dell’immobile. Ben 13.273 metri quadrati distribuiti su cinque livelli, offerti in vendita mediante trattativa privata. Un’offerta che riporta l’attenzione su un complesso immobiliare oggi abbandonato, passato dall’accoglienza religiosa alla riabilitazione sanitaria.

La storia

Tutto comincia alla fine degli anni Novanta. La struttura viene realizzata dalla Coopcostruttori di Argenta nell’ambito delle iniziative per il Giubileo del 2000, con l’obiettivo di ospitare pellegrini diretti a Roma. Quella vocazione, però, non si traduce nell’attività prevista. Il grande edificio, di proprietà dell’Inail, deve presto cercare un’altra funzione.

La svolta arriva con il progetto di trasferirvi il centro di riabilitazione San Giorgio. Nel 2001 un accordo coinvolge Inail, Sant’Anna, Università, Comune, Regione e ministero della Sanità, ma la vicenda rimane bloccata dalle controversie legate alla Coopcostruttori. Nel giugno 2004 il sindaco Gaetano Sateriale dispone la requisizione temporanea: la precarietà della vecchia sede rende urgente trovare spazi adeguati per le cure. Il 5 luglio i liquidatori della cooperativa consegnano le chiavi.

Per tredici anni la Casa del Pellegrino diventa così un luogo di assistenza e recupero. Il San Giorgio, guidato da Nino Basaglia, vi sviluppa la propria attività riabilitativa, anche per persone con gravi lesioni cerebrali. È la stagione in cui il complesso trova finalmente un uso concreto e un ruolo riconoscibile nella sanità ferrarese.

L’11 novembre 2017 però i pazienti vengono trasferiti all’ospedale di Cona, mentre l’attività ambulatoriale trova spazio anche nella Cittadella San Rocco. Si chiude il capitolo sanitario di via Messidoro e si apre quello delle proposte. Si parla di studentato e di un centro Inail per la riabilitazione degli infortunati. Nel 2018 viene promossa una procedura di locazione per una residenza universitaria, senza che ne segua la riapertura. Nel 2019 il sindacato di polizia Sap propone di trasferirvi gli uffici della caserma Bevilacqua.

Durante la pandemia si valuta anche l’utilizzo come Covid hotel e, successivamente, come sede vaccinale. Ma le verifiche fanno emergere il peso dell’abbandono: impianti danneggiati, furti di rame e interventi necessari incompatibili con una rapida attivazione. Le ipotesi si accumulano, mentre il recupero resta fermo.

Oggi

Lo stato di abbandono e degrado del complesso immobiliare inizia a farsi evidente nonostante venga comunque effettuata la manutenzione del verde ed una sorveglianza da parte delle guardie giurate. Finestre divelte e grondaie cadute sono i primi segni di vandalismi ed occupazioni abusive. Queste ultime sembrano essere piuttosto frequenti come confermano anche gli addetti alla sorveglianza.

L’ultimo passaggio urbanistico invece è il Pug approvato dal Consiglio comunale il 28 settembre scorso nel quale il complesso ricade fra le “attrezzature e spazi collettivi”. Il quadro conoscitivo, già nel maggio 2023, individuava l’area fra gli ambiti pubblici o misti degradati, abbandonati o sottoutilizzati. Essendo in ogni caso un immobile privato, il Comune stesso ha un margine d’azione limitato.

La speranza è che una realtà privata si possa sobbarcare gli 8,5 milioni richiesti dall’Inail per l’acquisto, ai quali se ne dovranno aggiungere altri per bonificare le parti esterne e soprattutto interne, preda del degrado.

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