La Nuova Ferrara

Ferrara

Il caso

Copparo, buco da circa 800mila euro: chiuse le indagini su Azzolini Cars

Daniele Oppo
Copparo, buco da circa 800mila euro: chiuse le indagini su Azzolini Cars

Truffa, appropriazione indebita e falso i reati contestati

2 MINUTI DI LETTURA





Copparo Un buco di circa 800mila euro, accuse di truffa, appropriazione indebita e falso. La Procura di Ferrara ha chiuso le indagini sul crac della Azzolini Cars, la concessionaria d’auto di Copparo chiusa dopo che molti clienti non avevano mai ricevuto le automobili acquistate e che avevano già iniziato a pagare. In tutto sono 55 le contestazioni contenute nell’avviso di fine indagine notificato alcuni giorni fa all’indagato – Luca Azzolini, titolare della società – e alle parti offese, che sono in tutto 61 tra persone fisiche e società.

I fatti contestati si sono verificati tra settembre del 2023 e il mese di maggio del 2024. La maggior parte delle accuse riguarda il reato di truffa, che Azzolini avrebbe messo in atto con la stipula dei contratti di cessione delle auto e la ricezione dei primi pagamenti (o l’accensione di finanziamenti) da parte dei clienti, per poi non consegnare i veicoli o i documenti di circolazione definitivi, adducendo varie scuse: tempi delle pratiche, ritardi nell’immatricolazione, problemi di documenti.

In un caso, tra i soggetti truffati, c’è anche una concessionaria d’auto di Piacenza, alla quale erano stati ceduti diversi veicoli per un totale di oltre 117mila euro. Veicoli che erano di proprietà della Only Car 1, società che risulta parte offesa nel reato di appropriazione indebita contestato ad Azzolini, che avrebbe rivenduto le auto di quella concessionaria «senza trasferire alla società proprietaria i relativi corrispettivi incassati». Su questa parte della vicenda è intervenuto un giudizio civile che ha riconosciuto che il possesso delle auto da parte di Azzolini era avvenuto in forza di un contratto estimatorio, ovvero quello comunemente noto come “conto vendita”. Ci sono infine alcune accuse di falso– Azzolini avrebbe contraffatto delle ricevute sostitutive del documento di circolazione, attribuite a una società di autopratiche che le ha però disconosciute (la sua legale rappresentante era stata inizialmente indagata).

«Per quanto i contenziosi in sede civile si siano, ad oggi, risolti in senso favorevole alla società amministrata dal mio assistito – afferma l’avvocato Carmelo Marcello –, Azzolini non intende sottrarsi alle sue responsabilità, tanto da essere disponibile a spiegare agli inquirenti le ragioni del tracollo commerciale della concessionaria. Non si è arricchito, avendo perso tutto quello che aveva. Vive da più di due anni in uno stato di profondo malessere anche per il disagio creato ai clienti della concessionaria e ai suoi genitori». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google