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Violenza in piazzetta Cacciaguida a Ferrara: condannato a 3 anni e 5 mesi

Daniele Oppo
Violenza in piazzetta Cacciaguida a Ferrara: condannato a 3 anni e 5 mesi

Un uomo di 47 anni accusato di lesioni e rapina. La difesa: «Faremo appello»

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Ferrara Tre anni e cinque mesi di reclusione, 800 euro di multa e l’interdizione dai pubblici uffici per la durata di cinque anni. È la pena alla quale il Tribunale di Ferrara ha condannato uomo di nazionalità marocchina accusato di lesioni aggravate e rapina ai danni di Naim Chalghoumi, un uomo tunisino noto alle cronache per il suo ruolo nello spaccio di stupefacenti nell’area di via Baluardi e vari scontri tra gruppi di connazionali. Chalghouminon si è costituito parte civile. La pena si avvicina molto a quella che era stata richiesta a luglio dal sostituto procuratore Stefano Longhi, che aveva chiesto una condanna a tre anni e mezzo di reclusione. L’episodio contestato era avvenuto in piazzetta Cacciaguida ed era anche entrato nel mezzo dell’ultima campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale. Era avvenuto infatti davanti alla sede elettorale del candidato civico Fabio Anselmo. Un parapiglia che si era verificato tra via Fausto Beretta e la piazzetta adiacente, il 28 maggio del 2024, nei pressi del bar presente al suo interno, che aveva visto coinvolti sicuramente due uomini, probabilmente anche un terzo.

L’imputato, 47 anni, difeso dall’avvocato Alessandro Gabellone era accusato di lesioni aggravate e soprattutto di rapina, perché dopo aver malmenato Chalghoumi gli avrebbe sottratto il cellulare e dei soldi. L’uomo non ha mai negato le botte date ma ha sempre negato sia di aver rapinato il suo avversario, sia di aver usato una bottiglia di vetro durante la colluttazione. Lo scontro fu, in ogni caso, parecchio violento, con anche lancio di sedie e tavolin. I testimoni sentiti nel corso dell’istruttoria dibattimentale non avevo contribuito molto a fare chiarezza sulla vicenda, anche se era emersa una certa tensione preesistente tra i due litiganti principali, legata forse a una relazione con la stessa donna, che all’epoca lavorava proprio nel bar di pizzetta Cacciaguida.

«Leggeremo la sentenza, dal video non si vede il mio assistito portare via della cose di proprietà della persona offesa e le testimonianze non dicevano nulla contro di lui. Vedremo e sicuramente faremo appello», commenta l’avvocato Gabellone. 

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