Ferrara, sciopero dei bidelli all’Ariosto: il dirigente sorveglia l’ingresso
Alta adesione alla protesta Sisa, la scuola resta aperta: lezioni regolari
Ferrara L’adesione allo sciopero del personale scolastico indetto dal sindacato Sisa ha registrato un risultato decisamente anomalo - rispetto ai dati storici - in almeno due scuole ferraresi, il liceo Ariosto e le elementari di Vigarano Mainarda. A incrociare le braccia sono stati in particolare i collaboratori scolastici, e in entrambi i casi le scuole interessate hanno dovuto affrontare un’improvvisa carenza di bidelli: solo due o tre quelli che hanno preso servizio all’Ariosto, appena uno su sei nel plesso di Vigarano Mainarda.
Un ruolo, quello dei collaboratori scolastici, su cui peraltro si era concentrata l’attenzione all’Ariosto a seguito del ferimento di uno studenti da parte di un giovane che si era introdotto nel liceo; e così pure, sebbene per circostanze molto diverse, alle elementari di Vigarano Mainarda, dove nei giorni scorsi è stato rilevato il batterio della legionella chiamando il personale Ata a un impegno aggiuntivo per garantire il rispetto delle disposizioni precauzionali. Nessuna assenza, invece, tra docenti e dirigenti, e le lezioni si sono tenute regolarmente.
Una scelta che alcuni studenti dell’Ariosto hanno criticato scrivendo alla redazione. «La scuola è rimasta aperta nonostante l’assenza dei collaboratori scolastici, comunemente chiamati bidelli. Agli ingressi erano presenti il dirigente scolastico e altri collaboratori, consentendo agli studenti di entrare. Questa situazione ha suscitato dubbi sull’organizzazione del servizio e sulle condizioni che hanno permesso di mantenere aperta la scuola. La questione non riguarda soltanto lo svolgimento delle lezioni, ma anche la presenza delle condizioni necessarie a garantire sicurezza e vigilanza. Il personale scolastico svolge infatti un ruolo importante nella gestione degli ingressi, nel controllo degli spazi e nell’eventuale intervento in caso di emergenza. È quindi necessario verificare che le responsabilità previste siano state rispettate». «Non si tratta - concludono – contrapporre lavoratori, studenti e dirigenza, ma di riconoscere che i diritti e le responsabilità di ciascuno meritano attenzione. La scuola deve essere un luogo di istruzione, rispetto e sicurezza. Il diritto di scioperare e quello degli studenti a frequentare un ambiente sicuro non devono diventare incompatibili».
Una decisione, quella di non chiudere la scuola, dettata invece proprio dalla prudenza e dal buon senso, spiega il dirigente scolastico Domenico Marcello Urbinati: «Tutti i docenti erano in servizio, e ho ritenuto che fosse molto pericoloso chiudere la scuola e rimandare a casa mille studenti, la maggior parte dei quali minorenni. Le lezioni si sono tenute senza problemi, durante la ricreazione i ragazzi sono rimasti in classe e per l’intera mattinata uno dei collaboratori rimasto in servizio ha presidiato il cancello, mentre io sono rimasto a sorvegliare l’ingresso di via Arianuova 17, il più delicato. Non ci sono stati problemi di nessun genere, l’intera mattinata si è svolta in piena sicurezza e tranquillità, non siamo degli sprovveduti. La scuola è invece rimasta chiusa nel pomeriggio».
Trattandosi di una mobilitazione indetta da una sigla sindacale minore, non rappresentata a Ferrara, e senza l’adesione dei sindacati confederali, l’assenza massiccia di collaboratori scolastici non era prevedibile. Anche se c’era stato un precedente, molti anni fa, a Portomaggiore: e anche in quel caso si decise di mantenere aperta la scuola.
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