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Cento, tensioni nelle scuole per il No Meloni Day: cosa sappiamo finora

Cento, tensioni nelle scuole per il No Meloni Day: cosa sappiamo finora

Caldarone (FdI): «La legalità non ha colore politico». Il sindaco Accorsi: «La Polizia Locale di Cento ha già avviato le indagini per identificarne i responsabili»

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Cento Problemi di ordine pubblico si sono registrati a Cento in occasione del cosiddetto No Meloni Day, con episodi segnalati all’Isit Bassi Burgatti, alle scuole Taddia e nell’area del Giardino del Gigante. All’Isit, secondo le informazioni disponibili, alcuni studenti avrebbero tentato di entrare nell’istituto scavalcando la rete di recinzione. Sempre nella stessa scuola, sono stati segnalati presunti danneggiamenti alla recinzione e la scomparsa di alcuni estintori, circostanze che richiedono ulteriori verifiche.

Alle Taddia, invece, sarebbero stati rovesciati alcuni bidoni e un gruppo di studenti avrebbe formato un cordone per impedire l’ingresso ad altri ragazzi. Criticità si sarebbero verificate anche nella zona del Giardino del Gigante. Sulla vicenda è intervenuta Francesca Caldarone, consigliera comunale e capogruppo di Fratelli d’Italia a Cento, che ha condannato gli eventuali comportamenti illeciti e chiesto che non si applichino criteri diversi a seconda dell’appartenenza politica. «La libertà non significa vandalizzare. Il dissenso non significa distruggere. La protesta non significa rubare», afferma Caldarone nel suo intervento, precisando che, qualora i fatti fossero confermati, si tratterebbe di comportamenti «inaccettabili», estranei al diritto di manifestare ed esprimere le proprie idee.

La capogruppo di Fratelli d’Italia chiama in causa anche la sinistra, chiedendo che la condanna di eventuali episodi di vandalismo sia sempre netta, indipendentemente dall’orientamento politico dei responsabili. «Non esistono vandalismi di serie A e vandalismi di serie B», scrive, sottolineando inoltre che le strutture scolastiche e i beni pubblici appartengono all’intera comunità. Resta da chiarire l’esatta dinamica degli episodi segnalati.

Anche il sindaco di Cento, Edoardo Accorsi, è intervenuto sul tema. “Questa mattina (17/10, ndr), durante un presunto sciopero non comunicato, che ha visto coinvolti un centinaio di studenti, sono stati messi in campo alcuni atti vandalici. Polizia Locale e Carabinieri sono prontamente intervenuti gestendo la situazione. La Polizia Locale Cento ha già avviato le indagini per quantificare i danni e, soprattutto, per identificarne i responsabili. Voglio essere molto chiaro, come ho già fatto in passato: chi rompe paga. Chi sbaglia si assume responsabilità delle proprie azioni e ne risponde secondo quanto prevede la legge”. Poi la stoccata: “Poi c’è chi, anche questa volta, prova a trasformare tutto in uno scontro politico e ideologico. Io preferisco restare concentrato su uno dei temi più complessi che le nostre comunità si trovano ad affrontare: un disagio giovanile che cresce quotidianamente, che coinvolge anche le famiglie, e che non si risolve né con gli slogan né con contrapposizioni. Per questo ai ragazzi voglio dire alcune cose. Questa città è anche vostra. Non ne siete solo il futuro, ne siete già il presente. Avete il diritto di manifestare il vostro dissenso, la vostra rabbia, le vostre preoccupazioni. Avete anche il dovere di farlo nel rispetto di chi vi sta intorno, compresi i compagni che hanno fatto scelte diverse dalle vostre. Io sono disponibile a incontrarvi e ad ascoltarvi, come accade già spesso nelle scuole con i tanti progetti che portiamo avanti insieme. Come primo cittadino sento questa responsabilità”.

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