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Atti vandalici a Cento: si cercano i responsabili

Davide Bonesi
Atti vandalici a Cento: si cercano i responsabili

Le forze dell’ordine stanno vagliando i video delle telecamere e sui social. Genitori protestano per i loro figli che non sono potuti entrare in aula

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Cento Il giorno dopo c’è ancora rabbia a Cento per il corteo di studenti (circa un centinaio) delle scuole Iis Fratelli Taddia e Isit Bassi Burgatti che sabato mattina ha causato danni lungo il percorso. Come scritto, sono intervenuti sia i carabinieri che la Polizia locale, allertati già la sera precedente visto che fra le chat di studenti erano circolati messaggi di invito a manifestare, arrivati anche ai dirigenti scolastici e ai genitori.

Come spiegato dal sindaco centese, Edoardo Accorsi, «La Polizia locale di Cento ha già avviato le indagini per quantificare i danni e, soprattutto, per identificarne i responsabili. Voglio essere molto chiaro, come ho già fatto in passato: chi rompe paga. Chi sbaglia si assume le responsabilità delle proprie azioni e ne risponde secondo quanto prevede la legge». Ecco, relativamente alle indagini, sono in corso in queste ore controlli per identificare alcuni dei responsabili, sia attraverso i video delle telecamere che quelli circolati sui vari social e con la collaborazione delle due scuole superiori. Relativamente alla conta dei danni, va intanto precisato che non è assolutamente stata incendiata alcuna auto di insegnante parcheggiata alle scuole Taddia, voce circolata nel corso della giornata di sabato. Gli studenti hanno appiccato piccoli fuochi con della carta (non è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco) davanti alle Taddia e rovesciato alcuni bidoni. Anche lungo il percorso del corteo hanno rovesciato in strada alcuni bidoncini della raccolta differenziata, oltre a fare scoppiare dei petardi. Una volta al Giardino del Gigante, gli studenti hanno rotto la recinzione per entrare nel cortile posteriore del Bassi Burgatti e poi la protesta è cessata con solamente tre classi non entrate in quest’ultima scuola mentre alle Taddia sono stati di più gli studenti rimasti fuori.

A tal proposito, ci sono segnalazioni di genitori che protestano proprio perché i loro figli non sono riusciti a entrare in aula per le lezioni: “A me dispiace perché i ragazzi che volevano entrare a scuola, tra cui mia figlia, erano spaventati e non sapevano come avvicinarsi e invece di aiutarli a entrare si è preferito chiudere i cancelli e lasciarli fuori...”. Al Bassi Burgatti, invece, il corteo è arrivato quando molti studenti erano entrati a scuola. Come già scritto, la dirigenza del Bassi Burgatti ha prontamente informato la Provincia della rottura della recinzione, peraltro appena sistemata da danni precedenti. Anche perché avere l’ingresso posteriore non chiuso significa dover aumentare i controlli del prossimo scolastico già a partire da questa mattina. E intanto, con un po’ di preoccupazione, si attende la prossima manifestazione generale che riguarderà la scuola, prevista per venerdì 30 ottobre in tutte le scuole italiane. 

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