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Ferrara, 288 anziani ogni 100 giovani: servono servizi di vicinato

Ferrara, 288 anziani ogni 100 giovani: servono servizi di vicinato

Confesercenti punta sulle Zone economiche speciali di prossimità per salvare negozi e attività locali: la proposta di legge ha già superato le 50mila firme

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Ferrara Un territorio che invecchia a ritmi record non esprime soltanto un’emergenza demografica, ma impone una radicale trasformazione del tessuto economico locale. Ferrara detiene oggi il primato di provincia più anziana dell’Emilia-Romagna: i dati ufficiali certificano la presenza di ben 288 anziani ogni 100 giovani, a fronte di una media regionale di 211 e nazionale di 208. Nel solo capoluogo estense il divario si fa ancora più marcato, raggiungendo la quota di tre anziani per ogni bambino o ragazzo. Le proiezioni elaborate dalla Camera di Commercio per il 2030 delineano uno scenario persino più polarizzato, stimando un indice di vecchiaia pari a 339, mentre l’intera provincia ha già registrato la perdita del 3,8% dei propri residenti nell’ultimo decennio. Dati che inducono Confesercenti Ferrara a una riflessione sul futuro non solo del commercio, ma dell’intera idea di comunità del territorio.

«Non dobbiamo leggere questi numeri come una condanna inevitabile, bensì come un anticipo di ciò che l’intero Paese si troverà a vivere nei prossimi anni – commenta il presidente provinciale Leonardo Fabbri – Se saremo capaci di attrezzarci prima degli altri, la nostra provincia potrà trasformarsi in un laboratorio nazionale di risposte integrate per il commercio di vicinato e i servizi». Il fenomeno incide in modo diretto sulla gestione d’impresa e sul ricambio generazionale. In provincia di Ferrara, per ogni 100 giovani pronti a fare il loro ingresso nel mercato del lavoro si contano ben 187 persone vicine al pensionamento. Questa dinamica si traduce nella concreta difficoltà di gestire il passaggio di testimone nelle attività commerciali, ma anche nella carenza di commessi, cuochi e personale stagionale sulla costa.

«Quando un negozio di quartiere o un pubblico esercizio in un centro minore abbassa definitivamente la saracinesca per mancanza di successori, non scompare soltanto un’attività economica sana – sottolinea Fabbri – Si perde un patrimonio di competenze insostituibile e si svuota un pezzo fondamentale di comunità, privando i residenti di un punto di riferimento». Per rispondere a questa tendenza, Confesercenti ha promosso la proposta di legge di iniziativa popolare intitolata “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”. La mobilitazione ha superato con successo la soglia delle 50mila firme necessarie per l’esame in Parlamento. Il fulcro del testo normativo prevede l’istituzione delle ZESpro (Zone economiche speciali di prossimità), mirate a salvaguardare e incentivare i negozi di vicinato attraverso tre leve strategiche: agevolazioni fiscali per chi resta e per chi apre, sostegni finanziari mediante un fondo dedicato e profonde semplificazioni burocratiche. È inoltre prevista la creazione di un Osservatorio nazionale al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per monitorare il fenomeno della desertificazione commerciale. Tra il 2019 e il 2025 l’Italia ha perso 111mila attività al dettaglio e 24mila bar; un rischio che a Ferrara, data la struttura demografica, si fa stringente.

A livello locale, la strategia si innesta sulla legge regionale 12/2023, che istituisce gli Hub urbani e di prossimità. Confesercenti Ferrara, attraverso il proprio Cat (Centro assistenza tecnica alle imprese), ha già preso parte agli studi di fattibilità per Ferrara, Cento, Codigoro e Tresignana, estendendo la progettazione ad altre sei Comuni del Ferrarese. Le idee progettuali puntano a ridisegnare gli spazi e i servizi: dall’integrazione di consegne a domicilio coordinate e sportelli per le pratiche digitali assistite all’evoluzione del negozio in presidio polifunzionale. I progetti includono anche l’abbattimento delle barriere architettoniche nei centri commerciali naturali, l’attivazione di patti per la continuità aziendale e il rafforzamento dei legami con il cicloturismo e l’Università per intercettare nuovi pubblici. «Hub regionali e ZESpro nazionali sono due livelli di una medesima strategia – conclude Fabbri – Chiediamo ai nostri parlamentari di sostenere la legge e alle istituzioni locali di aprire un tavolo stabile sulla demografia. Il tempo per agire è adesso».

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