Speronano con l’auto un ragazzo in monopattino, lo picchiano e scappano. Ma si schiantano e vengono arrestati
E’ successo a Contrapò, frazione di Ferrara. Nella fuga i tre giovani aggressori si sono schiantati contro la cancellata di una casa e sono stati bloccati dai carabinieri
Contrapò Prima hanno cercato di speronare un ragazzo che viaggiava su un monopattino, poi lo hanno aggredito a pugni e calci. La fuga, però, è durata solamente pochi minuti: nella corsa per allontanarsi i tre aggressori si sono schiantati contro la cancellata di un’abitazione e sono stati infine bloccati dai carabinieri. È accaduto ieri mattina a Contrapò.
La ricostruzione dei fatti
Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli investigatori, tre giovani poco più che ventenni, a bordo di una Citroën C3, hanno preso di mira un ragazzo che stava percorrendo una strada della frazione in monopattino. Dopo essere andati contro di lui con l’auto, sono scesi dal veicolo e lo hanno aggredito. Le urla e il trambusto hanno però richiamato l’attenzione di alcuni residenti della zona, usciti dalle abitazioni per capire cosa stesse accadendo. Di fronte alle proteste e alle grida dei presenti, i tre sono risaliti rapidamente in auto e hanno tentato di allontanarsi. La fuga si è però conclusa poco dopo. Per cause in corso di accertamento, il conducente ha perso il controllo della Citroën, finendo contro la cancellata di una casa. A quel punto i tre hanno abbandonato il veicolo e hanno cercato di far perdere le proprie tracce proseguendo a piedi nei campi. Sul posto sono intervenuti in nell’arco di pochi minuti i carabinieri, che sono riusciti a rintracciare e bloccare i tre giovani. Per loro sono scattati gli arresti. L’ipotesi investigativa è quella di un tentativo di rapina.
In carcere
Sul luogo dei fatti è intervenuta anche la Polizia locale Terre Estensi, che si è occupata dei rilievi relativi all’incidente stradale provocato durante la fuga. In serata, su disposizione del pubblico ministero di turno, gli arrestati sono stati accompagnati nel carcere dell’Arginone, dove restano a disposizione dell’autorità giudiziaria.
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