Ferrara, da Noemi conferma la Chiocciola: è tra le migliori Osterie d’Italia
La trattoria di via Ragno è l’unica ferrarese nella guida. La titolare Borgazzi: «Anche merito della mia squadra, un’orchestra che funziona»
Ferrara La città estense conferma la sua Chiocciola. Nella guida Osterie d’Italia 2027 di Slow Food Editore, l’unico locale cittadino a mantenere il prestigioso riconoscimento è la Trattoria Da Noemi, in via Ragno 31, che anche quest’anno resta tra le migliori osterie d’Italia.
Sono 26 le osterie dell’Emilia-Romagna premiate, due in più rispetto all’edizione precedente. Le new entry sono «La Longarola» di Lesignano de’ Bagni e l’«Antica Trattoria Carra» di Varano de’ Melegari, entrambe in provincia di Parma. Nessuna esclusione tra i locali già premiati nel 2026, tutti riconfermati. Giunta alla 37ª edizione, la guida racconta la ricchezza delle cucine regionali, valorizzando chi custodisce le tradizioni gastronomiche dei territori. La Chiocciola è il massimo riconoscimento, assegnato ai locali che si distinguono per ambiente, cucina e accoglienza, in sintonia con la filosofia di Slow Food.
La trattoria Da Noemi, nel centro cittadino estense dove la si conosce oggi, è nata nel 1958 e fu rilevata dalla signora Noemi. Oggi la guida è affidata alla figlia, Maria Cristina Borgazzi, che prepara personalmente la pasta tirata al mattarello, i ripieni e i dolci tipici della cucina ferrarese, curando fin nei minimi dettagli tutte le fasi della preparazione. «Se dovessi scegliere un solo piatto? Il pasticcio di maccheroni ferrarese, piatto storico e laborioso che veniva preparato alla corte degli Estensi durante il carnevale». Al suo fianco c’è il figlio Giovanni, che dopo la scuola superiore di Cucina Italiana “Alma” e qualche anno all’estero si occupa ora della preparazione dei secondi piatti di carne.
«Ormai sono cinque anni che rientriamo nelle Chiocciole – racconta Borgazzi –. Ci tenevo molto, perché a decidere sono persone esterne, professionali, con standard davvero molto alti. Quando sono venuti la prima volta, non me ne ero nemmeno accorta: avevano ordinato mezze porzioni di buona parte delle portate del menù e a quel punto mi sono insospettita. Solo dopo aver pagato si sono identificati e ci hanno fatto i complimenti. Passano ogni anno a verificare la qualità, l’ultima volta è stata in primavera. Sono orgogliosa: il merito è dei miei figli e di tutta la squadra. Io dirigo l’orchestra, ma senza ottimi musicisti muoverei le braccia a vuoto».
In trattoria lavorano in sedici, con turni alternati. «La filosofia di Osterie d’Italia si basa sul buono, sul pulito e sull’origine della materia prima, e tengono molto ai presìdi. Da quando siamo nella lista è cambiata anche la clientela, si nota che chi viene a provare i nostri piatti condivide la filosofia della guida. Io stessa mi affido a Osterie d’Italia quando viaggio e non ho mai sbagliato. Facciamo molta formazione nel team, dall’accoglienza alla cucina». La trattoria è segnalata anche nella guida Michelin, pur senza stelle: «Un altro riconoscimento che ci rende orgogliosi e dimostra che stiamo lavorando bene».
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