‘Ndrangheta e kartodromo: le opposizioni contro il silenzio del sindaco di Ferrara
Il consigliere del Pd Buriani senza mezzi termini: «Da qui in avanti nostro tono dovrà cambiare»
Ferrara «Esprimo sconcerto, sono basito. Ieri il sindaco non si è presentato in Consiglio comunale e poi, ospite di una trasmissione su YouTube, ha spiegato di non essere venuto perché aveva altro da fare. Sono fatti gravi». È il consigliere comunale Fabio Anselmo a guidare l’attacco delle opposizioni, che contestano la scelta del sindaco Alan Fabbri di non intervenire sull’indagine relativa alla presunta infiltrazione della ‘‘ndrangheta nella concessione della pista da minimoto di via Diana, disertare il Consiglio comunale e poi partecipare a una diretta sul canale YouTube di Red Ronnie. Qui il primo cittadino ha motivato la sua assenza sostenendo: «Avevo cose da fare per cui non sono andato, capita spesso, è 27 anni che faccio parte di un Consiglio comunale e ogni tanto non ci vado».
I gruppi di opposizione chiedono chiarimenti politici e annunciano un cambio di registro nei confronti dell’amministrazione. Alla conferenza stampa hanno partecipato Fabio Anselmo e Arianna Poli della civica Anselmo Sindaco, Massimo Buriani, Enrico Segala, Matteo Proto e Anna Chiappini del Pd e Marzia Marchi del M5s. Anselmo distingue il piano giudiziario da quello politico: «Non parliamo di responsabilità penali ma di responsabilità politiche. L’ultima inchiesta delinea un’ipotesi di infiltrazione della ‘ndrangheta. Non riesco a comprendere come si possa fare finta di niente. Da venerdì a oggi non è arrivata una parola di smentita. Vorrei che il sindaco smentisse i fatti e le circostanze emerse: i contatti con i clan non sono una buona cosa. Deve dire che non è vero, oppure spiegare in quali circostanze quei contatti ci siano stati e come si sia arrivati all’assegnazione di quel bando». Anselmo ha inoltre apprezzato la presenza in aula dell’assessore Francesco Carità: «Ieri il sindaco doveva rassicurare il Consiglio e la città in sede istituzionale, non sui social o altrove». E poi: «Non riusciamo a comprendere la sua fermezza contro la mafia nigeriana e non contro quella nostrana. È una questione razziale di mafie?».
Per Buriani: «Stiamo parlando di una vicenda gravissima e la domanda è se stia sfuggendo al confronto. Quando c’è da attaccare interviene, quando invece deve spiegare si sottrae». Quindi l’annuncio: «Da qui in avanti il tono della nostra opposizione dovrà cambiare». Segala richiama il tema della legalità anche alla luce del progetto del Nucleo Anti Maranza: «Se vogliamo insegnare ai giovani il valore della legalità, il primo esempio deve arrivare dal sindaco». Proto: «La mancanza di una posizione netta è ancora più grave perché la città è la persona offesa di questi reati». Secondo Anna Chiappini, «Da sindaco avei cercato di garantire il mio assessore e i dipendenti, non di scappare. Non è un buon biglietto da visita per Ferrara città europea dello sport 2027».
Arianna Poli parla di un progressivo svuotamento del ruolo del consiglio: «L’assenza del sindaco è sembrata l’ennesima mancanza di rispetto verso l’assemblea e verso la città. Se un sindaco viene a conoscenza di accuse di questo tipo, la prima cosa che dovrebbe fare è ribadire che questa città è contro tutte le mafie». «Noi chiediamo risposte non solo su questa vicenda ma anche su un metodo amministrativo che più volte abbiamo contestato», conclude la consigliera del M5s Marzia Marchi.
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