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Macachi di Unife, il caso resta aperto: indagine sul trasferimento degli animali in Spagna

Daniele Oppo
Macachi di Unife, il caso resta aperto: indagine sul trasferimento degli animali in Spagna

Il procedimento riguarda l’ipotesi di depistaggio e ora gli animalisti chiedono di non archiviare quel fascicolo. Già una volta la Procura aveva indagato la rettrice dell’Università di Ferrara Laura Ramaciotti

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Ferrara A oltre un anno di distanza dalla chiusura dell’indagine principale sulla gestione dei macachi usati dall’Università di Ferrara per la sperimentazione scientifica, emerge un secondo procedimento, per l’ipotesi di depistaggio, a carico della rettrice Laura Ramaciotti. Un fascicolo che il pm ha chiesto di archiviare sostenendo che la stessa Ramaciotti non possa essere contemporaneamente indagata nel procedimento principale e accusata di averne depistato le indagini. Una conclusione contestata dall’avvocato David Zanforlini, legale delle associazioni Animal Liberation e Limav, che ieri ha depositato l’opposizione alla richiesta di archiviazione.

Il secondo fascicolo

La richiesta del pubblico ministero arriva dopo che il gip aveva respinto l’istanza di proroga delle indagini, rilevando che non risultava alcuna attività già avviata. Al di là delle questioni di merito, il pm ritiene che la posizione della rettrice nell’inchiesta principale escluda la configurabilità dell’ipotesi di depistaggio contestata nel fascicolo parallelo. L’indagine era nata dall’esposto presentato ad aprile del 2025 dalle associazioni animaliste contro la decisione di Unife di allontanare i macachi Clarabella, Eddi, Cleopatra, Cesare e Archimede, dopo la morte di Orazio, e trasferirli in Spagna in una struttura per il loro recupero mentre erano ancora in corso le indagini sui presunti maltrattamenti degli animali. La Procura aveva chiesto anche il sequestro dei macachi, ma l’istanza era stata respinta dai giudici con decisioni successivamente confermate dalla Cassazione. La tesi alla base dell’indagine per depistaggio, che Zanforlini ritiene tuttora fondata nella sua opposizione all’archiviazione, era che con il trasferimento degli animali sarebbe stato sottratto, nella sostanza, il cosiddetto «corpo del reato», cioè gli stessi macachi che sarebbero stati oggetto dei presunti maltrattamenti contestati nell’inchiesta principale.

«Sono soddisfatto che il pm, preso atto dell’evidenza, dimostrando onestà intellettuale, abbia deciso di richiedere l’archiviazione», commenta l’avvocato Marco Linguerri, difensore della rettrice.

L’indagine principale: i maltrattamenti

Nell’ottobre dello scorso anno il pm Andrea Maggioni aveva chiuso l’indagine per maltrattamento di animali nei confronti della stessa Ramaciotti, del professor Luciano Fadiga, responsabile dei progetti di ricerca, e del veterinario Ludovico Scenna, responsabile del benessere animale. Secondo la Procura, i macachi erano stati mantenuti «in condizioni incompatibili con la loro natura», pur in assenza di una necessità legata all’effettuazione di sperimentazioni scientifiche. 

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