Molinella, quattordicenne aggredito: «Mi hanno accerchiato e picchiato»
Il ragazzo è ricoverato a Cona. Il sindaco: «Dolore, rabbia e profondo sdegno. Bisogna affrontare certe problematiche»
Molinella «Questo sono io. Un ragazzo di 14 anni finito in ospedale con la mascella fratturata e da operare per colpa di tre ragazzi che mi hanno accerchiato in un parco per picchiarmi. Erano incappucciati, bardati e coperti da berretti». Dal letto di ospedale, il ragazzo aggredito a Molinella affida ad un post sui social tutto il suo dolore. «E non quello fisico, ma quello psicologico. Mi impianteranno una lastra in titanio sotto le gengive e delle viti. Ma il punto resta un altro. Non desidero che proviate tristezza per me, ma che chi ha agito, i tre che mi hanno colpito e tutti gli altri che lo hanno voluto e permesso, possa provare lo stesso dolore».
Cos’è successo
I fatti risalgono a mercoledì sera nel Parco dei Caduti di Molinella. Il 14enne è stato preso di mira da un gruppo di sei adolescenti poco più grandi, sui 16-17 anni, che dopo averlo costretto a seguirli in un giardino lo hanno picchiato fino a fratturargli la mascella. Per le lesioni, la giovane vittima ha dovuto subire un intervento chirurgico all’ospedale di Cona con una prognosi di 30 giorni. È stato lo stesso ospedale a segnalare l’accaduto ai carabinieri di Molinella che, a quanto si apprende, sono ancora in attesa di ricevere formale denuncia dalla famiglia del 14enne. Le indagini tuttavia sono già partite e gli investigatori sarebbero vicini a identificare gli aggressori. Il ragazzino sarebbe stato mentre rientrava a casa da solo: a picchiarlo sarebbero stati in tre, mentre altri guardavano e alcuni riprendevano la scena. Secondo quanto finora ricostruito, il pestaggio potrebbe essere stato una ritorsione dopo un diverbio a scuola con un altro studente che avrebbe organizzato il raid punitivo.
Primo cittadino
Sulla questione, dura e netta la posizione del sindaco Bruno Bernardi: «Scrivo come sindaco, ma anche come padre e come cittadino. La notizia del quattordicenne aggredito a Molinella mi provoca dolore, rabbia e profondo sdegno. Pensare a un ragazzo che torna a casa e si ritrova circondato e picchiato significa interrogarsi sulla sicurezza dei nostri figli, ma anche sul mondo che noi adulti stiamo costruendo intorno a loro. A lui e alla sua famiglia va tutta la mia vicinanza. A chi indaga, la fiducia e il sostegno necessari per accertare i fatti e individuare le responsabilità. Ma, come comunità, non possiamo limitarci ad aspettare che siano le forze dell’ordine a risolvere tutto». E aggiunge, «così non possiamo più andare avanti. Dobbiamo fermarci, guardarci negli occhi e assumerci ciascuno la propria parte di responsabilità. Troppo spesso la nostra preoccupazione si accende soltanto quando la violenza entra in casa nostra. Quando coinvolge nostro figlio, un amico, qualcuno che conosciamo. Finché accade altrove, troviamo una distanza dietro cui ripararci: “Non mi riguarda”».
E invece, per il primo cittadino, ci riguarda già: «Quel ragazzo fa parte della nostra comunità. La sua paura riguarda la libertà di tutti i ragazzi di attraversare un parco, incontrare gli amici e tornare a casa tranquilli. Come sindaco, sento la responsabilità di chiedere un impegno comune e concreto. Scuole, famiglie, cittadini, servizi educativi e sociali, associazioni e forze dell’ordine devono lavorare insieme con continuità. Lo sdegno è comprensibile. Ma da solo dura poco. La responsabilità - chiude Bernardi - comincia quando la notizia scompare dai giornali e noi continuiamo a occuparcene».
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