«Vaccolino è una frazione isolata, pochi bus diretti per il capoluogo»
La residente: «Per far terapia a Comacchio alle 11, devo salire alle 6.12»
Vaccolino Raggiungere Comacchio con i mezzi pubblici, partendo da Vaccolino, può diventare un’impresa ardua, contraddistinta da attese, cambi e orari non compatibili con le esigenze quotidiane. Ne sa qualcosa Consuela Nordi, comacchiese residente da tempo nella frazione lagunare, la quale lamenta la mancanza di collegamenti diretti tra il piccolo centro periferico e il capoluogo del Comune. Una situazione che, secondo la residente, penalizza soprattutto chi non dispone di un’automobile e che, comunque, deve raggiungere strutture sanitarie o familiari e amici. «Dalle verifiche compiute con la segreteria di Tper che gestisce il trasporto pubblico, mediante il taxibus, ho scoperto che c’è soltanto una partenza alle 7.45 da Vaccolino, diretta all’ospedale del Delta di Lagosanto – riferisce Consuela Nordi – e da lì bisogna cambiare taxibus per arrivare a Comacchio, alle 8.30, alla Casa della comunità San Camillo, con ritorno previsto alle 11.30 o alle 15.30».
Anche il viaggio di rientro prevede il passaggio dall’ospedale di Lagosanto, prima di raggiungere Vaccolino. Manca, dunque, un collegamento diretto tra la frazione e il capoluogo. «Mi è stato riferito dalla segreteria del taxibus – aggiunge la donna – che il servizio da Vaccolino è stato soppresso perché non c’era richiesta». Anche le corse extraurbane presentano limiti, in quanto la numero 333 delle 7.05 e quella delle 7.16, quest’ultima legata al trasporto scolastico, non risolvono le esigenze di chi deve raggiungere direttamente Comacchio. Quest’ultima, infatti, da Vaccolino prosegue verso Porto Garibaldi, rendendo necessario un ulteriore cambio per arrivare in centro. Dovendosi sottoporre a terapie alla Casa della comunità San Camillo, con appuntamento fisso alle 11, la donna dovrebbe salire sulla corriera che ferma a Vaccolino alle 6.12. «A Vaccolino c’è un forte disservizio e non è concepibile – puntualizza Nordi –, perché prima o poi le problematiche possono capitare a tutti».
La residente rivolge quindi un appello all’amministrazione comunale, richiamando gli impegni emersi durante la campagna elettorale sulla necessità di coinvolgere maggiormente le frazioni e rafforzare i servizi decentrati. «Sono residente a Vaccolino, nel territorio del Comune di Comacchio e chiedo all’amministrazione in carica – osserva la residente – di prendere a cuore questo problema». Nordi ricorda inoltre le prospettive di maggiori investimenti per lo sviluppo delle frazioni rurali, in particolare Vaccolino e Volania, ventilate durante la campagna elettorale. I disagi sconfinano in altri ambiti, dato che «se mio nipote volesse venirmi a trovare nel pomeriggio o nel tardo pomeriggio, per evitare i pericoli della statale Romea con lo scooter, non avrebbe collegamenti. E chi non ha auto – prosegue lo sfogo di Consuela Nordi – né patente non può raggiungere Vaccolino nel pomeriggio o alla sera». Il rischio è l’isolamento sociale. «Non c’è solo l’aspetto socio-assistenziale da considerare. Se vengono preclusi i contatti con parenti, amici e altre persone per mancanza di servizi – conclude la donna –, viene meno anche una parte importante della qualità della vita». La richiesta è, dunque, quella di ripensare i collegamenti affinché Vaccolino non resti ai margini.
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