Ferrara, dossieraggio su Anna Ferraresi: scatta la prescrizione per Vincenzi
Reato estinto, il giudice non ravvisa condizioni per assolvere nel merito
Ferrara Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bologna ha dichiarato prescritto il reato contestato a Marco Vincenzi, ex consigliere comunale a Ferrara, oggi vicesindaco e assessore a Bondeno dopo essere stato tra i più votati. Nel provvedimento, datato 2 ottobre, il gip rileva che non emergono dagli atti evidenze tali da giustificare una pronuncia nel merito più favorevole all’imputato e dispone quindi il non doversi procedere per intervenuta prescrizione.
L’inchiesta della Procura di Bologna riguardava presunti accessi abusivi alle banche dati dell’Inps, ente presso il quale Vincenzi ha lavorato fino alla pensione. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’assessore avrebbe effettuato una decina di accessi ritenuti non giustificati tra marzo e giugno 2020 per acquisire informazioni sulla posizione previdenziale di Anna Ferraresi, all’epoca ex consigliera comunale della Lega a Ferrara e ormai in contrasto con il partito e, soprattutto, con l’allora vicesindaco Nicola Lodi, detto “Naomo”. La maggior parte degli accessi contestati si concentra nel marzo 2020, periodo che coincide con la circolazione di un dossier sulla stessa Ferraresi.
L’indagine sugli accessi alla posizione Inps di Ferraresi si intreccia proprio con il procedimento che vede imputato Nicola Lodi per illecito trattamento dei dati personali e diffamazione aggravata nei confronti dell’ex esponente leghista. Secondo l’accusa, tra la primavera del 2020 e i mesi successivi sarebbe stata condotta un’attività di acquisizione e diffusione di informazioni personali riguardanti Ferraresi, culminata anche nell’invio di buste anonime contenenti documenti relativi a un suo vecchio procedimento per guida in stato di ebbrezza ai capigruppo del Consiglio comunale di Ferrara e alla sua datrice di lavoro dell’epoca. In quel processo la Procura ha chiesto l’assoluzione di Lodi dall’accusa di illecito trattamento dei dati personali (in sintesi: il presunto “dossieraggio”) e una condanna a quattro mesi per due episodi di diffamazione. Ferraresi, parte civile assistita dall’avvocato Fabio Anselmo, sostiene che il quadro probatorio dimostri l’esistenza di un’attività di dossieraggio ai danni dell’ex consigliera. Tra gli elementi discussi in aula vi sono anche gli accessi alle banche dati relative a Ferraresi e le dichiarazioni dell’ex consigliera leghista Rossella Arquà, che ha riferito di richieste di verifiche sulla posizione lavorativa della donna che sarebbero state rivolte proprio a Vincenzi, e di avere visto documentazione che la riguardava. La decisione della giudice Valentina Camurri, inizialmente prevista nelle scorse settimane, è stata rinviata al 2 dicembre.
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