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Convention Maga a Ferrara, il sindaco Fabbri attacca il Pd: «Questa è democrazia»

Andrea Mainardi
Convention Maga a Ferrara, il sindaco Fabbri attacca il Pd: «Questa è democrazia»

A reagire è Luigi Tosiani, segretario regionale dem: «Non ci facciamo intimidire»

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Ferrara Applaudito quanto se non più degli organizzatori stessi, elogiato anche in diretta da Giuseppe Cruciani e da vari ospiti, il sindaco Alan Fabbri è stato assoluto protagonista alla convention Maga in Fiera. Arrivato con leggero ritardo, come ogni ospite di alto livello che si rispetti, Fabbri è poi salito sul palco della Palax Arena perfettamente a proprio agio sia davanti a un pubblico così vasto che per quanto riguarda i temi trattati.

Il tutto ribattendo colpo su colpo alla grande quantità di polemiche fatte emergere dalle opposizioni in questi giorni sull’aver dato il proprio ok alla convention ed al suo presenziarvi, cosa che non è avvenuta ad esempio nell’ultimo Consiglio comunale.

«Grazie a tutti, siete molto belli da vedere e sono contento di essere qua – esordisce Fabbri – Vi ringrazio per aver scelto la nostra città per questa bellissima convention. Credo che sia un bel momento democratico, per riflettere e per creare assieme qualcosa. Specialmente vi ringrazio perché abbiamo fatto discutere, cosa che in Italia è difficile».

Arriva la prima sferzata a difesa del valore della discussione democratica: «So che altre città non hanno accettato questa convention, anche della nostra Emilia così democratica e disponibile al dialogo (fischi assordanti del pubblico ndr). Noi invece lo abbiamo fatto molto volentieri, non mi sembra nulla di che. Qui ci può essere tanto la Festa dell’Unità quanto il raduno degli Italiani per Trump. Questa è la democrazia e ci tenevo ad essere qua per far capire alle persone, anche a coloro che non la pensano come voi o come me, che cercare di ascoltare e gestire qualsiasi tema politico è importante».

Stoccata numero due. Questa volta il sindaco non risparmia la politica locale: «Il segretario del Pd di Ferrara che si chiama Giada Zerbini oggi ha detto “il sindaco non viene in Consiglio comunale”. Cosa non vera perché in ventisette anni di politica di Consigli ne ho fatti molti. “Ma va alla convention Maga”. Sì, sono qui. Per dare il benvenuto a tutti voi che siete qua e nessun segretario del Pd mi terrà lontano da ciò che una manifestazione come questa rappresenta. Grazie a voi la stampa parla di questa convention che nasce per dare un’alternativa ad un pensiero unico che in questo Paese ed in questa regione sia predominante. Non è così».

Dopo l’ennesimo profluvio di applausi Fabbri prosegue ribadendo il valore della libera espressione di pensieri: «Le persone maturano, crescono e c’è tanta voglia di cambiamento. Considerate che abbiamo dato ospitalità a tutte le manifestazioni e contromanifestazioni che si stanno svolgendo proprio in centro a Ferrara. Chi parla di anti democrazia non ha capito che vive in un Paese assolutamente democratico. A prescindere di chi governa una città viene data la possibilità a tutti di manifestare e dire il suo pensiero. Voi ci avete dato l’opportunità di poter discutere anche di questa cosa».

Fabbri conclude in crescendo. Prima attaccando ancora il Partito Democratico e poi riaffermando i propri valori: «Siamo liberali e democratici a differenza di un partito che è partito di se stesso e morirà con se stesso. Di un partito che oggi rivendica una vittoria arrivata anche negli Stati Uniti. Io non sono abituato a parlare di politica internazionale. Esultano per l’elezione del primo senatore islamico.

Parliamo di gente che probabilmente vuole che tutta l’Europa e tutto l’Occidente diventi qualcosa di conforme a questo. Io sono occidentale. Sono un maschio bianco che ha quarantasette anni e sono una persona che ha sempre difeso i diritti di ognuno per fare in modo che possa esprimere la propria parola. Con voi oggi sono orgoglioso di essere qua e grazie di aver scelto Ferrara».

Pugni al cielo convinti. Altri applausi a scena aperta. Sipario.

La risposta dem

All’indomani del raduno Maga, il Pd dell’Emilia-Romagna attacca il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, per la sua presenza alla convention dei trumpiani italiani. Palco da cui il primo cittadino non ha risparmiato strali all’indirizzo proprio dei dem. A reagire questa mattina, 6 novembre, è Luigi Tosiani, segretario regionale del Partito democratico. «È curioso – commenta il leader dem, questa mattina a margine di un’iniziativa a Bologna – come Alan Fabbri abbia disertato il Consiglio comunale, in cui si discuteva di fatti importanti che sono successi e di possibili infiltrazioni anche nella città estense, per scegliere invece, nel giorno in cui Trump perde malamente le elezioni, l’iniziativa dei trumpiani italiani per attaccare il Pd e la Regione. A Fabbri dico che questa Regione non si farà certo intimidire dall’idea che ci sia qualcuno che pensa di poter mettere in discussione elementi e valori come la democrazia e la partecipazione che le persone mettono in campo in Emilia-Romagna. I suoi attacchi sono una medaglia per il Pd, per quello ferrarese e per quello regionale», chiosa Tosiani.

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