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Consandolo, morì nell’incidente sul lavoro: due indagati per omicidio colposo

Annarita Bova
Consandolo, morì nell’incidente sul lavoro: due indagati per omicidio colposo

Il 28enne Hussain Muzammal era impiegato alla Green Energy, nel Bolognese. Il giovane era stato investito da un muletto mentre spostava sacchi di pellet

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Consandolo Un infortunio sul lavoro costato la vita a un giovane di appena 28 anni, una tragedia che oggi, a oltre un anno di distanza, torna al centro dell’attenzione con gli sviluppi dell’indagine. Hussain Muzammal, cittadino di origini pakistane residente a Consandolo, morì il 21 agosto 2025 mentre si trovava al lavoro alla Green Energy, azienda di Marmorta. Il giovane era stato investito da un muletto mentre spostava sacchi di pellet. L’uomo, morto durante un turno notturno, stava manovrando un muletto all’interno di un capannone. A un certo punto sarebbe sceso dal muletto per controllare il carico e, secondo una prima ricostruzione, il mezzo lo avrebbe travolto e schiacciato, forse a causa di un freno non inserito o mal funzionante. Per quella morte, i carabinieri hanno ora denunciato in stato di libertà due cittadini italiani, ritenuti presunti responsabili del reato di omicidio colposo.

La notizia arriva al termine di un’articolata attività investigativa condotta dai militari del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Molinella, sotto il coordinamento della Procura di Bologna. Un lavoro di ricostruzione che ha permesso agli investigatori di approfondire le circostanze nelle quali si verificò l’incidente e di individuare un quadro indiziario nei confronti di due persone che ricoprivano ruoli aziendali all’interno della ditta in cui il giovane prestava la propria attività lavorativa.

Un’indagine che ha richiesto anche il coinvolgimento delle competenze tecniche dell’Azienda Usl, attraverso il personale incaricato della vigilanza e della sicurezza negli ambienti di lavoro. La collaborazione tra carabinieri e tecnici della sanità pubblica ha consentito di esaminare la dinamica dell’accaduto e, soprattutto, di verificare il rispetto delle disposizioni previste dalla normativa in materia di prevenzione degli infortuni. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, le contestazioni formulate dall’autorità giudiziaria riguardano le rispettive posizioni di garanzia dei due indagati e le responsabilità connesse alle funzioni che ricoprivano nell’organizzazione aziendale. In particolare, vengono ipotizzate presunte inosservanze e omissioni rispetto agli obblighi previsti dalla legislazione sulla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. Si tratta di responsabilità ancora al vaglio dell’autorità giudiziaria e per le quali dovrà essere accertato l’effettivo rilievo nel determinare l’incidente mortale. I due cittadini italiani sono stati infatti denunciati in stato di libertà e, come previsto dalla legge, resta valida la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

La vicenda riporta alla memoria la morte di Hussain Muzammal, un ragazzo di 28 anni che aveva la propria residenza nell’Argentano e la cui vita si è interrotta mentre svolgeva la propria attività professionale. Una tragedia che, con la conclusione degli accertamenti investigativi, entra ora in una nuova fase sul piano giudiziario. Al centro resta una questione fondamentale: verificare se il rispetto delle regole e degli obblighi di prevenzione avrebbe potuto evitare la morte del giovane lavoratore.  

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