A Cento nasce Kaleida: «Qui non si resta, si riparte»
Aperto in via Breveglieri il centro per le persone in difficoltà
Cento Quasi un centinaio di persone, arrivate per il taglio del nastro ma anche per capire come funzionerà il nuovo spazio. Ha aperto le porte ieri mattina Kaleida, in via Breveglieri, con il sindaco Edoardo Accorsi e il cardinale Matteo Maria Zuppi, quest’ultimo che ha benedetto la struttura. Il maltempo ha portato a svolgere gli interventi al coperto, nei locali restituiti alla città dopo gli anni di chiusura seguiti al terremoto del 2012. Poi la visita, tra camere, ambienti comuni e spazi per i servizi, con gli operatori a illustrare il progetto. «Qui non si viene per restare, si viene per ripartire», ha spiegato subito Accorsi, riassumendo la funzione del centro: accogliere temporaneamente persone in difficoltà e accompagnarle verso l’autonomia. Il nome richiama il caleidoscopio, i cui frammenti, cambiando prospettiva, compongono immagini nuove. Una metafora scelta dal sindaco anche per raccontare il recupero dell’ex palestra: «Una ferita della nostra città diventa il luogo dove se ne curano altre».
L’intervento, ha ricordato, è stato possibile grazie alle risorse europee e a quelle della ricostruzione post sisma gestite dalla Regione. Al centro del discorso, le storie di chi potrebbe aver bisogno di Kaleida: un giovane che esce da una comunità, una famiglia che perde l’unico reddito, un genitore separato che non riesce più a sostenere le spese, una persona che dopo una malattia si ritrova senza lavoro. «La fragilità non è la condizione di qualcun altro, è una possibilità che riguarda anche ognuno di noi». Accanto alle difficoltà economiche, Accorsi ha richiamato quelle educative e digitali e soprattutto la solitudine, il ritrovarsi senza qualcuno a cui chiedere aiuto. L’accesso avverrà attraverso i Servizi sociali comunali, con un progetto individuale e la firma di un patto di corresponsabilità, fatto di diritti e doveri. Ogni percorso avrà una durata definita.
«A Spazio Kaleida non si arriva per caso. E non si resta qui finché si vuole», ha precisato il sindaco. L’obiettivo è intervenire prima che una difficoltà temporanea diventi povertà cronica, mettendo in relazione servizi comunali, sanità, centro per l’impiego, gestori, terzo settore e volontariato. Il progetto coinvolge i cinque Comuni del Distretto Ovest: Cento, Bondeno, Terre del Reno, Poggio Renatico e Vigarano Mainarda. Il sindaco Accorsi è tornato anche sulle perplessità che hanno accompagnato la realizzazione della struttura, ringraziando i cittadini con i quali si è sviluppato il confronto e assicurando che il dialogo proseguirà. «Una comunità è più sicura quando nessuno viene lasciato da solo ai margini», ha detto, legando l’aiuto alle persone alla necessità di regole chiare e responsabilità reciproche. Un ringraziamento è andato all’assessora Dalila Delogu, agli uffici, agli operatori e alle associazioni. Presente anche il consigliere regionale Paolo Calvano.
Zuppi, che è anche a capo della Cei, ha raccolto il richiamo alla comunità: «Pensarsi insieme non vuol dire pensare la stessa cosa». Un invito a riconoscersi parte della stessa città anche nelle differenze. «La vera forza rispetto alla fragilità è il sostegno degli altri», ha sottolineato il cardinale, soffermandosi sul rischio che la povertà diventi una condizione dalla quale non si riesce più a uscire. Servono vicinanza, regole e persone capaci di accompagnare chi attraversa una difficoltà. Da qui il ringraziamento agli educatori, chiamati ad assumersi responsabilità importanti con riconoscimenti, anche economici, spesso inadeguati. «Un luogo come questo fa star meglio tutti», ha concluso prima della benedizione. Durante il tour è stato illustrato il funzionamento degli ambienti: tre camere per un massimo di dodici ospiti, servizi per l’igiene personale, spazi comuni e una zona per consumare i pasti. La cucina servirà allo sporzionamento, non alla preparazione. L’accoglienza sarà temporanea e concordata con i servizi sociali, senza ingresso diretto. È previsto uno sportello attivo quattro giorni alla settimana, mentre la presenza educativa accompagnerà anche il momento della cena. Gli operatori hanno ricordato le attività di educazione finanziaria e orientamento al lavoro già sviluppate. La visita ha così permesso ai cittadini di conoscere da vicino gli ambienti e le modalità di utilizzo della nuova struttura. Il piano terra avrà una gestione autonoma rispetto all’accoglienza al piano superiore: da gennaio ospiterà attività associative e un’aula studio per i ragazzi.
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